
Il biathleta francese conquista il terzo posto e omaggia il Pirata con un gesto emozionante sul traguardo di Anterselva
È genio e sregolatezza. Cuore ed emozione. Proprio come il suo idolo, Marco Pantani. Émilien Jacquelin ha dedicato il bronzo olimpico nella gara a inseguimento del biathlon al Pirata: sul traguardo di Anterselva ha prima toccato l’orecchino con cui gareggiava la leggenda del ciclismo, poi ha indicato il cielo. Un terzo posto per l’atleta transalpino, classe 1995, che vale oro: è la sua prima medaglia olimpica individuale.
La storia di Jacquelin ha fatto il giro del mondo, ma naturalmente ha ottenuto maggiore eco nel nostro Paese. Come ha raccontato in un’intervista, ha ricevuto in dono per Milano-Cortina l’iconico orecchino del Pirata dalla famiglia Pantani (lui ha ringraziato la madre Tonina, il papà Paolo e Sergio Piumetto). Lui che è un grande appassionato di ciclismo – da piccolissimo ha assistito alle vittorie di Pantani, sia al Tour sia al Giro – e che ama l’Italia. E che proprio ad Anteselva ha conquistato le prime medaglie mondiali (inseguimento e staffetta).
Un podio stra meritato per un atleta che rende le gare appassionanti grazie alla sua condotta arrembante, mai scontata. Che fa appassionare e che, talvolta, fa pure arrabbiare. Sì, perché la sfrontatezza con cui affronta il poligono (è uno dei tiratori più veloci del circuito) non sempre gli dice bene. E allora in una gara in cui è in testa, può trovarsi improvvisamente tagliato fuori per via dei troppi errori con la carabina. Gli è successo anche oggi: primo con margine all’ultimo poligono, spara senza calcoli, un secondo e poco più tra un colpo e l’altro. Ma manca due bersagli. Alla fine, come detto, chiude terzo.
Nella sprint era arrivato a un passo dal podio e nell’ultimo giro un altro omaggio a Pantani (gesto, peraltro, che fa spesso anche in Coppa del mondo): via fascia e occhiali da sole. “Marco è colui che mi ha ispirato a praticare sport, correre in Italia alle Olimpiadi, con lui al mio fianco è un sogno” aveva detto prima del via. Le sue parole, invece, dopo il traguardo: “È magico, è la mia prima medaglia individuale ai Giochi. In questi giorni ho ricevuto tantissimi messaggi di sostegno, tanti messaggi dall’Italia”. Per la cronaca, l’oro è andato allo svedese Martin Ponsiluoma, argento per il norvegese Sturla Laegreid. Il primo degli italiani è Tommaso Giacomel. Ma con Jacquelin c’è comunque un po’ di Italia sul podio. Nel ricordo del Pirata.