Olimpiadi

“Non è importante da dove arrivi”: la storia di Pinheiro Braathen, campione fuori dagli schemi nel mondo (vecchio) dello sci

Lo sciatore difende i colori del Brasile da meno di due anni: fino al 2023 gareggiava per la Norvegia, poi il ritiro per alcuni disguidi con la Federazione e il ritorno

“Non so cosa dire, il Brasile campione olimpico. Non posso crederci”. Così il brasiliano Lucas Pinheiro Braathen in lacrime, ai microfoni della Rai dopo la storica medaglia d’oro in gigante alle Olimpiadi di Milano-Cortina. La prima della storia ai Giochi invernali per il continente sudamericano. Lo sciatore singhiozzando ha aggiunto un messaggio bellissimo: “Non è importante da quale nazione arrivi, quale è il colore della pelle, se credi in un tuo sogno puoi farcela con il lavoro e l’ostinazione. Anche il Brasile sarà orgoglioso di questa vittoria e potrà festeggiare“.

Chi è Lucas Pinheiro Braathen: la Norvegia, il ritiro e poi il Brasile

I più attenti l’avranno già letto e sentito in altre occasioni. Per gli amanti della cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici, Pinheiro Braathen è stato tra i pochi (se non l’unico) ad aver scaldato i cuori dei presenti a San Siro il 6 febbraio durante la lunga sfilata diffusa dei paesi, ballando ed esaltando il pubblico. Per chi invece segue le vicende sciistiche da più tempo, impossibile non ricordare quanto accaduto tra fine 2023 e inizio 2024.

Perché Lucas Pinheiro Braathen difende i colori verdeoro da meno di due anni, esattamente dal 7 marzo 2024. Il 27 ottobre 2023 annunciò l’intenzione di ritirarsi dalle competizioni durante una conferenza stampa a Sölden, dove due giorni dopo avrebbe dovuto gareggiare nella gara di apertura della Coppa del Mondo 2024. Il motivo? Una serie di contrasti avuti con la Federazione sciistica della Norvegia sui contratti di sponsorizzazione, che ha interessato anche atleti della nazionale. Poi l’anno sabbatico in giro per il mondo, il surf, la moda (è diventato recentemente ambassador di Moncler), la casa a Milano, Rio de Janeiro.

Dopo circa un anno di inattività, il 7 marzo 2024 appunto, annunciò l’intenzione di riprendere a gareggiare per il Brasile. Perché il Brasile? Perché la mamma – di cui ha sempre mantenuto il cognome – è brasiliana. Ecco perché il 26enne sciatore ha la doppia cittadinanza e parla fluentemente il brasiliano. Essendo il paese sudamericano privo di grandi tradizioni negli sport invernali, tutti i risultati di Braathen sono stati i primi ottenuti per il Paese nel contesto dello sci alpino internazionale. È tornato alle competizioni in occasione dello slalom gigante di Coppa del Mondo disputato a Sölden il 27 ottobre dello stesso anno (4º), per poi salire nuovamente sul podio l’8 dicembre a Beaver Creek nella stessa specialità (2º). Adesso lo storico oro alle Olimpiadi.

Sfilate, passerelli e messaggi sull’inclusione

Ma Pinheiro Braathen è molto più di un semplice atleta e parlare solo dei suoi risultati è riduttivo. È una personalità forte, atipica nel mondo dello sci. Perché in un mondo in cui la cui cultura conservatrice vede di cattivo occhio tutto ciò che le risulta “diverso” – soprattutto nella “vecchia guardia” – Pinheiro Braathen si presenta sempre con le unghie delle mani rigorosamente smaltate (con colori sempre diversi), si esibisce in passerelle e sfilate quando non danza tra i pali stretti dello slalom speciale, indossa gonne e lancia messaggi sull’inclusione. “Penso che lo sport e la bellezza dello sport sia la sua diversità. È la differenza tra noi atleti che lo rende interessante”, disse nel 2023.

Poi, nel 2024 – poco prima di tornare a gareggiare – affermò: “Spero solo che ci siano dei ragazzi là fuori che si sentano ispirati a osare e a seguire il loro sogno, qualunque esso sia, a prescindere dall’aspetto, dalla provenienza o da ciò che pensano i loro amici a scuola o i loro genitori a casa“. E oggi l’ha ripetuto: prima in pista, con una prestazione da campione vero. Poi fuori, in lacrime, nella sua prima intervista da campione olimpico.