
"Da otto anni si allena all’estero, è una sua scelta", ha spiegato senza giri di parole il pattinatore. Le frizioni risalgono al 2019, quando la plurimedagliata olimpica accusò due compagni di averla fatta cadere
Qualche abbraccio, l’emozione sul podio, la festa a Casa Italia nelle ore successive: l’Italia d’oro nella staffetta mista di short track sembrava un gruppo molto unito. Almeno all’apparenza. Perché dalle parole di Pietro Sighel a distanza di pochi giorni dal successo alle Olimpiadi di Milano–Cortina 2026 traspare tutt’altro. “Arianna Fontana? E chi la conosce“, ha dichiarato il pattinatore in un’intervista a La Repubblica.
Dichiarazione serie, non ironiche. “Da otto anni si allena all’estero, è una sua scelta. Di sicuro con lei non siamo una squadra, se non per i due minuti e mezzo in pista”, ha dichiarato senza giri di parole Sighel, che dopo l’oro a ilfattoquotidiano.it aveva svelato i segreti della nazionale azzurra. “Quelle davvero brave sono le nostre ragazze, che hanno saputo fare squadra e crescere anche senza di lei”, ha proseguito il pattinatore rincarando la dose. L’atleta in questi giorni – medaglia d’oro a parte – sta tanto facendo parlare di sé dopo l’arrivo di spalle per festeggiare l’oro olimpico. “Con l’esultanza non volevo mancare di rispetto a nessuno. Solo degli idioti possono pensare che fosse una presa in giro”.
I più attenti e appassionati dello short track, in realtà, sapranno che le frizioni tra Arianna Fontana e il resto della nazionale risalgono al 2019, quando Fontana accusò Andrea Cassinelli e Tommaso Dotti di averla fatta cadere in un allenamento a Courmayeur. Caso che si è chiuso nel 2024, con i due pattinatori assolti da parte del tribunale federale della Federghiaccio. “È finita come doveva finire, anzi non doveva nemmeno cominciare: i due ragazzi sono stati assolti per non aver commesso il fatto”.