Calcio

Roberto De Zerbi non è più l’allenatore del Marsiglia: la sua avventura francese al capolinea

Il tecnico italiano e il club hanno optato per la risoluzione consensuale del contratto, dopo il fallimento in Champions League e le delusioni in campionato. Decisivo il 5 a 0 rifilato dal Psg

Tanto tuonò che piovve. Si dice così, di solito. Su Marsiglia il clima è gelido da diverso tempo. Si è raggelato dopo la sconfitta per 3-0 contro il Brugge che ha compromesso definitivamente la qualificazione ai playoff di Champions League. Poi dopo il 5-0 clamoroso subito in campionato contro il Psg. Tanto è tuonato, che alla fine è piovuto: Roberto De Zerbi non è più l’allenatore del Marsiglia.

Delusione Champions

Per capire la scelta della separazione consensuale, bisogna tornare a quel 28 gennaio. Dove, nella notte, già si era discussa l’ipotesi di un addio anticipato. Era pesato il mancato passaggio, certo, ma anche il risultato. “Perché il Brugge è forte” aveva detto De Zerbi nel post partita, rauco, deluso. “Ma è pur sempre il Brugge”. È solo un piccolo estratto di una conferenza stampa durissima contro la squadra, la sua squadra, che non ha avuto la capacità di prepararsi nel migliore dei modi per la partita tra le più importanti di tutta la stagione. Ha parlato di “delusione”, De Zerbi. Di “vergogna”.

Il giorno dopo, non ha allenato la squadra, perché stava trattando con la società una risoluzione anticipata del contratto. Poi, il clamoroso dietrofront. “Resto, sento la squadra con me”, aveva detto. Contro il Paris FC un 2-2, quindi la vittoria per 3-0 contro il Rennes in Coppa di Francia. Sembrava l’inizio di una risalita, subito interrotta da quella sconfitta contro il Paris (non FC, ma Saint-Germain) che non ha davvero più lasciato spazio alle interpretazioni. Era troppo.

L’annuncio ufficiale è arrivato in piena notte tra martedì 10 e mercoledì 11 febbraio. Una risoluzione consensuale arrivata dopo, si legge, “un lungo momento di riflessione”. In chiusura, i classici ringraziamenti di rito. Che sono anche sinceri, visti i risultati raggiunti e quel secondo posto che ha permesso alla squadra di ritrovare la qualificazione in Champions League anche grazie al suo lavoro.

Percorso accidentato

Ma se lo scorso anno a Marsiglia si viaggiava sulle ali dell’entusiasmo, qualcosa di diverso è capitato in questa stagione. Prima, in piena estate, la lite furibonda tra Rabiot e Rowe che portò entrambi sul mercato (ed entrambi in Italia, da Milan e Bologna). Poi un primato in classifica che si è perso e che ora dista ben 12 punti. Prestazioni buone, altre meno. Prove di squadra vera, tracolli come quelli di Champions League o proprio in campionato. Che sono stati fatali. L’avventura francese di De Zerbi si interrompe qui. Sapersi fermare, a volte, è la scelta più saggia. L’allenatore ha deciso così. Per ripartire con calma e con le idee più chiare la prossima stagione.