
L'ALTRA OLIMPIADE - La Regione Veneto ha previsto che le donne e gli uomini che prenderanno servizio a Longarone, nel Cadore, avranno solo le brandine: "Si consiglia di portare anche il cuscino"
Che i 18mila volontari delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 dovessero preoccuparsi dell’alloggio, lo si sapeva dal momento in cui Fondazione Mico ha lanciato il bando per la raccolta delle offerte di disponibilità. Ma che una parte di loro dovesse provvedere a portare con sé addirittura i sacchi a pelo, lo si è appreso da una circolare diffusa dalla Protezione Civile del Veneto e indirizzata a coloro che prenderanno servizio a Longarone, nella vallata del Piave. Come andassero a prestare assistenza per un terremoto o una alluvione. Non si tratta, ovviamente, di tutti coloro che decidono di contribuire alla buona riuscita dei Giochi a titolo gratuito. Tra questi ultimi c’è, ad esempio, il tennista italiano più famoso al mondo, Jannik Sinner, che non ha però di certo problemi a trovare un tetto. Per due ragioni. Innanzitutto per la sua condizione economica. In secondo luogo perché ha la casa dei genitori a Sesto in Pusteria. Dista una quarantina di chilometri da Cortina e una trentina da Anterselva, due delle venues di gara, che il campione, iscritto al primo posto nell’elenco dei volontari, potrà raggiungere anche in auto.
I problemi ce li avranno invece i volontari senza soldi e senza appoggi. Una categoria particolare è quella di chi fa parte delle Organizzazioni di Volontariato iscritte all’Elenco Territoriale dei Gruppi di Protezione civile, di cui si è occupata un’ordinanza della giunta regionale del Veneto che risale all’ottobre scorso. In quell’occasione sono stati stanziati 250mila euro per il ristoro delle spese sostenute dai gruppi e dai datori di lavoro per emolumenti versati ai propri dipendenti impegnati nei servizi. In Cadore donne e uomini della Protezione Civile alloggeranno nei locali dell’ex canonica di Longarone e nella sede dell’Unione Montana di Borca di Cadore, che si trovano entrambe lungo la strada statale di Alemagna.
Una recente circolare operativa è piuttosto precisa. Punto primo: “In entrambi gli alloggi ci saranno le brandine”. Secondo: “I volontari dovranno portare il sacco a pelo”. Punto terzo: “Si consiglia di portare anche il cuscino”. Punto quarto: “Qualora fosse necessario, sarà possibile una separazione degli ambienti nel rispetto della differenza di genere”. Punto quinto: “Per quanto riguarda la colazione, i volontari dovranno provvedere in autonomia alla preparazione e potranno farlo all’interno dell’alloggio”. Punto sesto: “Pranzo e cena saranno a cura dell’Associazione Nazionale Alpini”. Punto settimo: “Dotarsi di abbigliamento e dispositivi di protezione individuale idonei ad attività in montagna”.
L’elenco non è stato gradito dal consigliere regionale del Pd Jonatan Montanariello, vicepresidente della commissione che si occupa di Protezione Civile: “È giusto e doveroso chiedere sacrifici ai volontari quando si tratta di emergenze, calamità naturali o situazioni di reale bisogno della popolazione. In quei momenti nessuno si tira indietro: sono pronti anche a dormire al freddo o in condizioni di fortuna pur di aiutare il prossimo, ma è legittimo chiedere se sia appropriato utilizzare questa straordinaria risorsa della Regione Veneto per un evento di grande sfarzo e rilevanza mondiale come le Olimpiadi, facendo dormire i volontari in canonica, su brandine o addirittura in sacco a pelo. È questo il rispetto che riserviamo a chi rappresenta il cuore operativo della Protezione civile?”.
Osservazioni che si basano anche sulla consapevolezza di quanto costino le Olimpiadi. “Quando si parla di un evento internazionale sostenuto da ingenti risorse economiche è doveroso garantire ai volontari condizioni dignitose e adeguate, a partire dall’alloggio. Non si può pretendere professionalità, disponibilità e sacrificio senza prevedere una concreta valorizzazione di chi mette gratuitamente a disposizione il proprio tempo”. A Montanariello non è piaciuta nemmeno la disposizione riguardante l’abbigliamento. “Siamo certi che tutti i volontari ne siano già in possesso? Qualcuno ha verificato? O si sta implicitamente chiedendo loro di sostenere ulteriori spese personali per partecipare a un evento che non è un’emergenza, ma una manifestazione programmata e di prestigio? Le Olimpiadi non devono essere l’ennesimo momento in cui si chiede ai volontari di adattarsi senza garantire loro condizioni adeguate”.
In attesa delle risposte della giunta regionale, si sprecano i commenti sui siti, tra ironia e sarcasmo. I disincantati: “Da ex volontario di Protezione civile di solito si dorme su brande da campo, sia quando è una esercitazione sia in una emergenza”. “Dove li avrebbe fatti dormire Montanariello?”. I risparmiosi: “Le Olimpiadi tornano così a costo zero”. I critici: “Ma chi ha organizzato questa baracconata?”. “Mi sembra una cosa vergognosa… portarsi il sacco a pelo da casa e dormire in una brandina, più in stanzoni tutti assieme come gli animali… una cosa indecente”. I legalisti: “Svolgono un lavoro e quindi devono essere remunerati, altrimenti diventa solo sfruttamento e lavoro in nero”. I contestatori: “Con i milioni che girano attorno a questo evento dovrebbero dormire nel sacco a pelo? Anca no”. Quelli dotati di senso pratico: “Possono usare le casette a Fiames, tanto le atlete non ci vanno”. Gli ottimisti: “Tranquilli… arriva Luca Zaia con il prosecco”.