Olimpiadi

Più bello dentro che fuori: viaggio nel Villaggio Olimpico di Milano, tra sale videogame, attenzione per i materassi e vista sui cantieri

Il casermone costruita da Coima diventerà uno studentato, tutto intorno ci sono ancora cantieri. All'interno però è un piccolo paradiso per gli atleti

Sarà il grigiore di Milano, saranno tutti i cantieri dello scalo di Porta Romana che lo circondano, ma da fuori il Villaggio Olimpico non è esattamente appariscente e invitante. È stato costruito da Coima di Manfredi Catella, indagato nella maxi inchiesta sulla gestione dell’urbanistica nel capoluogo lombardo. Dopo i Giochi, il casermone diventerà uno studentato […]

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Sarà il grigiore di Milano, saranno tutti i cantieri dello scalo di Porta Romana che lo circondano, ma da fuori il Villaggio Olimpico non è esattamente appariscente e invitante. È stato costruito da Coima di Manfredi Catella, indagato nella maxi inchiesta sulla gestione dell’urbanistica nel capoluogo lombardo. Dopo i Giochi, il casermone diventerà uno studentato e pare che non ci siano già più posti liberi. Le stanze sono impilate una accanto all’altra, una sopra l’altra, in varie palazzine tutte grigie e senza balconi. Sono essenziali, hanno tutto quello che serve a un atleta, magari meno per uno studente. Ma queste sono considerazioni che riguardano il futuro della struttura, quando spariranno gli stendardi olimpici e le varie bandiere delle nazioni presenti a Milano: per il momento, ci pensano loro ad addobbare le palazzine, colorando finestre e scale esterne.

Superata la Village Plaza e l’area ricreazione, sulla destra rispetto alla piazza principale del Villaggio Olimpico di Milano, c’è la sala dei capi delegazione. Qui, periodicamente, si tiene una riunione per risolvere le beghe condominiali tra Nazionali: “i finlandesi fanno troppo casino”, “sul nostro piano l’acqua è tiepida” e altre cose di questo tipo. Poco più avanti, a sinistra, ecco lo spazio dedicato ai servizi di concierge: si può chiedere il cambio asciugamani, nuove lenzuola, perfino un altro materasso. Già, dopo le polemiche per i letti di cartone a Parigi 2024, qui c’è un’attenzione massima per l’argomento. Gli atleti, tramite vari video sui social, hanno già dato feedback molto positivi, sia sulla qualità dei materassi sia in generale sul Villaggio Olimpico, che in fondo è pensato per loro. E grazie a loro si sta colorando, provando – almeno per le settimane dei Giochi olimpici – a smettere i panni del casermone grigio.

Dentro, il Villaggio Olimpico è bello: un piccolo paradiso per gli atleti. Una versione ridotta rispetto ad esempio a Parigi, perché i Giochi invernali portano meno atleti e perché a Milano c’è solo uno spicchio di Olimpiadi (hockey, pattinaggio di figura, short track e pattinaggio velocità). In totale ci sono 1700 posti letto. E tutto quello che serve ai protagonisti. Due mense, una per atleti e delegazioni, l’altra per lo staff di Milano-Cortina. Si mangia cibo italiano e internazionale, il menù cambia tutti i giorni, è disponibile anche un corner vegano e c’è una nutrizionista che gira tra i tavoli per fornire eventuali consigli sull’alimentazione. È vietato servire alcolici, anche se nella piazzetta c’è uno spazio dedicato a un noto marchio di birra, sponsor dei Giochi, che però vende solo la versione zero alcol. In realtà, lo spazio offre un servizio di yoga e meditazione.

Dopo l’ingresso, dove capeggia il muro della tregua olimpica – lo hanno già firmato la presidente del Cio Kirsty Coventry e Giovanni Malagò, durante la sua visita di giovedì 5 febbraio è attesa anche la firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – ecco lo spazio dedicato alla socializzazione tra gli atleti. Ci sono i classici calciobalilla, la parete dove attaccare i bigliettini, tanti schermi per giocare con i videogame. D’altronde, la maggior parte degli atleti è giovanissima e apprezza. Ma, va detto, almeno durante la nostra visita al mattino l’unica area veramente affollata è la palestra. Aperta 24 ore su 24, offre distese di cyclette e tutti gli altri strumenti necessari per un allenamento. Gli atleti sono arrivati a Milano soprattutto per gareggiare e provare a vincere. Poco più in là, c’è anche un policlinico, un distaccamento dell’ospedale Niguarda, per eventuali interventi di pronto soccorso interni al Villaggio.

Per gli atleti italiani il punto di riferimento però è la Palazzina F, quasi tutta occupata dalla delegazione azzurra, composta da 77 atleti e complessivamente 144 persone. Se a Cortina la squadra di sci femminile ha scelto l’albergo, a Milano tutti gli atleti vengono a dormire al Villaggio Olimpico. Qui gli azzurri hanno a disposizione una loro Medical room, gestita dalla dottoressa Maria Rosaria Squeo, responsabile sanitario dell’Area Olimpica del CONI. C’è pure una “bike room” ad ogni piano, ma anche una lounge dove poter fare gruppo evitando il caos degli spazi comuni. Anche qui non mancano calciobalilla e Playstation. Il capo missione è Carlo Mornati, il responsabile del Cluster Milano è Enzo Bartolomeo, che si occupa delle esigenze dell’Italia Team. La vita degli atleti è frenetica: allenamenti, massaggi, spostamenti. Per raggiungere le sedi di gara – Assago, Santa Giulia, Rho – ci sono dei bus navetta. Ma i tempi sono spesso stretti. “Ora devo scappare per l’allenamento a Rho, ci vorranno circa 45 minuti”, racconta Margherita Ostoni, portiere della squadra di hockey femminile italiana. Anche lei promuove il Villaggio: “Bellissima atmosfera, tutto è a portata di mano per gli atleti”. E un pensiero va sempre al materasso: “Il letto è comodo, duro, ottimo per i miei problemi di schiena”, spiega Ostoni. Alla fine le priorità per gli atleti sono un buon allenamento e un buon riposo, in vista della gara che può cambiar loro la vita. Magari manco si accorgeranno che dalle finestre si vedono solo gru e cantieri. Dopo i Giochi, sparirà l’atmosfera olimpica e arriveranno gli studenti.