
L'azzurro ha sprecato ben otto palle break al quinto set. In totale ne ha concretizzate soltanto 2 su 18: "Ho avuto molte opportunità e non sono riuscito a sfruttarle"
“Fa male. Era uno Slam molto importante per me, tenendo conto del contesto, ma può succedere di perdere. Entrambi abbiamo giocato un ottimo match. Ho avuto molte opportunità e non sono riuscito a sfruttarle. Questo è il risultato. Fa sicuramente male”. Così Jannik Sinner in conferenza stampa dopo la sconfitta al quinto set in semifinale agli Australian Open contro Novak Djokovic. Un match strano, che non ha mai avuto un padrone. O meglio, non ha mai dato la sensazione di averlo. “Non c’è un unico momento in cui la partita è cambiata – sottolinea il numero 2 del mondo -. Anche nel quinto set ho avuto le mie chance, tante palle break non trasformate. In alcuni casi lui ha trovato dei grandi colpi“.
Sinner ha avuto un rendimento ottimo al servizio, con 24 ace e percentuali altissime di prime in campo e di punti con la prima, ma dal quarto set in poi non ha mai dato la sensazione di comandare gli scambi. Un’anomalia per uno come lui, che al contrario spesso in queste partite dà il meglio di sé. “Ho preso delle decisioni diverse e oggi non hanno funzionato. Questo è il tennis. Nel primo set ho espresso un buon livello, ma è stato un po’ come sulle montagne russe, ed è andata come è andata”.
Dall’altra parte c’era però un avversario enorme, immortale, eroico. Perché dove finiscono i demeriti di Sinner, iniziano i meriti (tanti) di Djokovic, che a un certo punto della gara è sembrato il Nole di qualche anno fa. “Djokovic ha vinto 24 tornei del Grande Slam. Ci conosciamo molto bene, sappiamo come giochiamo. Non mi sorprende, perché penso che sia il giocatore più grande da molti, molti anni. Gioca meno tornei a causa della sua età, ma sappiamo anche quanto siano importanti i tornei del Grande Slam per me, per lui, per Carlos e per tutti”.
Il serbo è infatti ormai alla ricerca del suo 25esimo slam, un obiettivo che insegue da tempo e che con il passare degli anni potrebbe essere sempre più difficile da raggiungere: “C’è questa piccola motivazione in più, e lui ha giocato un ottimo tennis. Spero di prenderla anche come una lezione per capire su cosa devo ancora migliorare”.
Un match che però lascia l’amaro in bocca a Sinner, visto che ha concretizzato solo due palle break su 18 e nel quinto set ne ha avute otto, ma senza mai riuscire a concretizzarne una. “Non dico su tutte e otto le palle break, ma nella maggior parte di esse ha servito molto bene. Ho avuto le mie occasioni, ho commesso degli errori, può succedere. Così funziona il tennis. Devo solo fare i complimenti a Djokovic, sono anche un po’ contento per lui. Anche se è una sconfitta che fa male”.