Olimpiadi

Milano-Cortina, polemica nella nazionale italiana di curling per le scelte del direttore tecnico: “Serve maggiore trasparenza”

Alla vigilia delle Olimpiadi è davvero pesante la polemica che investe la nazionale di curling, una disciplina che potrebbe riservare medaglie e onori. Perché adesso scende in campo Monica Dalus, la madre della cortinese Stefania Constantini, che è la campionessa uscente del titolo di doppio misto assieme al trentino Amos Mosaner. La signora Monica ha, […]

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Alla vigilia delle Olimpiadi è davvero pesante la polemica che investe la nazionale di curling, una disciplina che potrebbe riservare medaglie e onori. Perché adesso scende in campo Monica Dalus, la madre della cortinese Stefania Constantini, che è la campionessa uscente del titolo di doppio misto assieme al trentino Amos Mosaner. La signora Monica ha, infatti, apposto la propria firma a una petizione on line promossa sul profilo Facebook “Curling Italia”, dal titolo piuttosto eloquente: “È ora di dare una scopettata! Il curling italiano merita una maggiore trasparenza!”.

Il riferimento è alle polemiche che hanno travolto la squadra, dopo la decisione del direttore tecnico Marco Mariani di convocare la propria figlia Rebecca, a scapito della collaudata piemontese Angela Romei, che da anni era inserita nella compagine delle cinque migliori italiane. Nell’appello pubblico è scritto, tra l’altro: “È giunto il momento di cambiare rotta e di riportare la trasparenza, il merito e il rispetto al centro del curling italiano. Non si può continuare a navigare in un sistema a quanto pare, offuscato da simpatie personali, valutazioni poco trasparenti e criteri di selezione avvolti nella nebbia”. La mamma della campionessa olimpica non ha avuto tentennamenti. Ha aderito alla petizione. Monica Dalus, che è anche consigliere comunale, interpellata dai giornali locali ha dichiarato: “Ho firmato perché credo che certi cambiamenti andassero operati molto prima. Almeno a settembre. In questo modo, invece, si è messa tanta ansia sulla nazionale”. La dichiarazione riflette lo stato d’animo di chi vive all’interno della squadra, in un momento delicatissimo, se si pensa che le gare di curling cominceranno due giorni prima dell’inaugurazione dei Giochi prevista per il 6 febbraio.

Lo scalpore per la scelta di Mariani di inserire la propria figlia in squadra risale ormai a oltre una settimana fa. In un’intervista al “Gazzettino” il tecnico aveva spiegato: “Rebecca è una giocatrice di talento, anche se così giovane: con la sua squadra ha vinto il titolo italiano 2024, battendo proprio il Team Constantini, ed è finita seconda lo scorso anno. Continuare a sottolineare il fatto che sia mia figlia è una discriminazione nei nostri confronti, verso di lei e verso di me. L’ho inserita in squadra perché è una giocatrice polivalente, che può ricoprire ogni ruolo. Lo ha già fatto. Alle Olimpiadi Rebecca parte da riserva, ma è in grado di entrare e sostituire ognuna delle altre”.

Il testo della petizione è molto severo nei confronti di Mariani. “A finire nel mirino è soprattutto il direttore tecnico della nazionale Fisg (Federazione italiana sport del ghiaccio, ndr), una figura che dovrebbe rappresentare i valori olimpici, la correttezza sportiva e la massima trasparenza. Valori che oggi, purtroppo, appaiono messi seriamente in discussione per un cambio di una atleta dell’ultimo minuto, con un ipotetico danno d’immagine pesante per il curling italiano, in patria e all’estero”. Le gare olimpiche di curling si disputeranno allo stadio del ghiaccio di Cortina. C0’è da chiedersi quanto queste polemiche influiranno sulla serenità e sul rendimento della squadra.