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“Ai poliziotti in servizio a Cortina per le Olimpiadi completi inadeguati, fuseaux e berretto in pile”: la denuncia del Siulp

La lettera del sindacato a Piantedosi: "Non è ammissibile che gli agenti lavorino in queste condizioni". E fa notare come i carabinieri hanno invece ricevuto “una vestizione idonea, con ben altro corredo”

“Non è che si può pensare continuamente di fare come quando hanno mandato gli alpini in Russia con le scarpe da deserto”: dopo la vicenda tragica del vigilante Pietro Zantonini, morto l’8 gennaio nel cantiere dello Stadio del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, sulla quale sta indagando ancora la Procura di Belluno per capire se c’è un nesso causale tra il freddo e il decesso, c’è un nuovo allarme legato ad “approssimazione logistica e rischi per la salute” per chi dovrà lavorare in occasione dei Giochi olimpici. A lanciarlo è il Siulp, il principale sindacato delle forze dell’ordine al quale aderiscono circa un quarto dei poliziotti.

La lettera del sindacato al ministro Piantedosi

Il Sindacato italiano unitario lavoratori Polizia lo fa con una lettera protocollata al ministero dell’Interno il 26 gennaio, il giorno prima che dalle stanze del Viminale il ministro Matteo Piantedosi ha fatto “il punto sullo stato di avanzamento della pianificazione delle attività di sicurezza” per le Olimpiadi. L’esponente del governo ha evidenziato “l’impegno complessivo di circa 6mila unità del sistema di sicurezza nazionale”, sottolineando che “il dispositivo prevede l’impiego di sistemi di sorveglianza avanzati, tra cui droni e dispositivi di vigilanza aerea, a supporto delle attività di prevenzione e controllo del territorio”.

“Impianto organizzativo improvvisato”

Ci saranno pure i droni a garantire la sicurezza delle varie delegazioni olimpiche, ma una settimana prima della nota di Piantedosi, durante un tavolo di confronto avvenuto il 20 gennaio il Siulp aveva espresso “articolate perplessità per un impianto organizzativo che evidenziava preoccupanti momenti di improvvisazione”. Il riferimento è all’abbigliamento che verrà fornito ai poliziotti per stare a Cortina. Stando alle segnalazioni giunte al sindacato dai territori interessati dall’arrivo dei primi agenti, infatti, “si è appreso che le dotazioni previste per affrontare le rigide temperature attese sull’arco alpino consisterebbero in qualche capo di biancheria intima senza ricambio, quasi che il diritto all’igiene personale sia considerato un lusso, un paio di guanti ed un copricapo”.

Il Siulp: “Offensivo per la dignità degli agenti”

“Nulla a che vedere con la tanto decantata divisa invernale sperimentale per i servizi di ordine pubblico”, scrive nella lettera il segretario nazionale del Siulp Amedeo Landino secondo cui, “se questa prima impressione trovasse conferma, saremmo di fronte all’ennesima grave disattenzione per le condizioni di lavoro del personale in un contesto che comporta esposizioni di lunga durata a rigidità climatiche non comuni. Che si vorrebbe venissero affrontate con i medesimi indumenti utilizzati in ambienti urbani ordinari”. Tutto ciò – aggiunge il segretario del Siulp – “è semplicemente offensivo per la dignità degli operatori e rende evidente l’incapacità dell’amministrazione non solo di assicurare un minimo di decoro e di benessere al personale, ma anche, qualora il problema fosse nella scarsa disponibilità delle voci di bilancio, di riuscire a recuperare minime risorse dai 2,4 miliardi di euro impegnati per l’evento olimpico”.

“Per la divisa dei tedofori spesi più soldi”

A rincarare la dose ci pensa Silvano Filippi, componente della segreteria nazionale dello stesso sindacato: “Per percorrere la distanza impegnativa di 200 metri, ai tedofori hanno dato un completo che, a star stretti, costerà 150 euro – dice – Se consideriamo quante centinaia di tedofori ci sono stati in tutta Italia, per quei 200 metri hanno speso un patrimonio. Arrivano i poliziotti e come sempre nemmeno le briciole che cadono dalla tavola? Non è ammissibile che gli agenti lavorino in queste condizioni. È evidente che, in determinati contesti, devi avere un vestiario, un abbigliamento che sia consono”.

“Avevamo avvisato: non è come fare servizio a Lecce”

Il tempo per arrivare preparati c’era. E il Siulp aveva più volte segnalato al ministero quali sarebbero state le necessità per i poliziotti che dovrebbero lavorare in zona di montagna: “Da anni, dai Mondiali del 2021 che fecero a Cortina, abbiamo detto ‘preparatevi perché nella zona dell’Alta Valtellina, Sondrio, Predazzo, Cortina, la Conca Ampezzana, ci sono delle rigidità climatiche per cui non potete mandare la gente col vestiario con cui fanno servizio a Lecce’. Sono seimila operatori complessivamente aggregati, non tutti vanno lassù. Ne andranno 1.000-1.5000. Vuoi spenderli 200-250 euro per dargli un capo che in qualche modo li faccia star bene?”.

La stima: “Costo 35 euro, roba da esercito di Franceschiello”

“Pensavamo – aggiunge Filippi – che gli avessero dato un completo, un pantalone d’alta montagna piuttosto che la giacca conformata. Alla fine, ai colleghi andati a fare la vestizione lunedì mattina prima di partire per l’aggregazione, gli danno due paia di calze, una calzamaglia, insomma roba che se vai in un centro commerciale qualunque con 35-40 euro ti fai tutto il corredo. C’era pure un paio di anfibi che non sono specifici per quelle temperature. Non mi possono dire che non ci sono i fondi. Perché 2,4 miliardi per organizzare le Olimpiadi ci sono stati, i 130 milioni per la pista da bob li hai spesi. E non trovi 3-4 milioni di euro per chi va su in montagna a fare i servizi? Anche perché, visto che è una vetrina internazionale in cui ti guardano in tutto il mondo, paghi delle robe che siano accattivanti. E invece no, arrivano dal Qatar con i fuoristrada che praticamente sembrano venuti fuori dal film ‘Il racconto dell’ancella’ e noi andiamo là in condizioni come sempre, da esercito di Franceschiello”.

La lettera al capo della Polizia Pisani

Filippi è sconfortato: “Mi hai dato il completino con il quale io posso andare a fare ‘Paperinic’, cioè la calzamaglia e la cuffietta. Ma dovete vedere che roba: il berretto che gli hanno dato è un berretto di pile che lo compri con 2 euro. È inaccettabile”. Del “grave disinteresse per il benessere del personale” è stato informato mercoledì anche il capo della polizia Vittorio Pisani a cui il sindacato, con una lettera firmata dal segretario generale Felice Romano, ha chiesto “quali siano state le valutazioni di chi ha ritenuto che le temperature estreme delle località dell’arco alpino potessero essere affrontate con due paia di calze, un fuseaux a tre quarti di gamba (forse più consono ad allenamenti di danza classica che a riparare dal freddo penetrante), un sotto giubbotto, uno scaldacollo ed un berrettino in tessuto sintetico. E per non farci mancare spunti critici, una volta esaurita la scorta di quelle più performanti, pare siano state distribuite addirittura calze in filo di scozia. Come a dire, l’eleganza prima di tutto, per il resto, benessere compreso, ognuno si arrangi come può”.

Ai carabinieri pantaloni termici e occhiali da sole

Il tutto mentre ai “colleghi dell’Arma”, invece, è stata fornita “una vestizione idonea, con ben altro corredo”: “scarponcini da montagna” e “pantaloni impermeabilizzati e con protezione termica rinforzata”. Ai carabinieri saranno dati “persino occhiali da sole, di nota marca brandizzati con il logo della ‘fiamma’ simbolo della Benemerita, che qualcuno potrebbe considerare un non essenziale omaggio alla vanità, ma che sono un importante investimento per la promozione dell’istituzione, e che evidenziano la notoria capacità del Comando generale di capitalizzare la visibilità offerta da eventi di impattante portata mediatica”. Delle due, una per il Siulp: “O chi è stato investito del compito di acquisire capi idonei non è stato in grado di farlo per quella che sarebbe una imperdonabile incompetenza. O, il che è tutt’altro che improbabile, e sarebbe ancor più grave, non è stato messo nella disponibilità economica per poter approvvigionare capi di vestiario che già vengono forniti al personale che presta ordinariamente servizio presso le località montane”.

L’ultimatum: “La situazione è inaccettabile”

“Non siamo più disposti a sorreggere la foglia di fico”, conclude il sindacato nella lettera al prefetto Pisani a cui è rivolto l’appello finale che ha il sapore dell’ultimatum: “Si può fare molto, ma davvero molto di più. Le chiediamo allora signor capo della polizia che si cominci a farlo ora. A partire da questa paradossale e inaccettabile situazione. Glielo chiediamo perché la storia ci ha insegnato che chi non è parte della soluzione, è parte del problema”.