Tennis

Sabalenka-Svitolina, gelo tra la bielorussa e l’ucraina agli Australian Open: né foto né stretta di mano. E un labiale sospetto

Dopo il successo netto in semifinale, le due tenniste - con già un precedente al Roland Garros 2023 - sono andate dirette dal giudice di sedia senza incrociarsi

Prima solida esterna, diritto lungolinea ad aprirsi il campo e diritto incrociato dal centro a chiudere il match. Poi un’espressione sospetta quasi a favor di telecamera che sembra proprio un “f*ck you”. Così la tennista bielorussa Aryna Sabalenka ha chiuso la sua semifinale contro la collega ucraina Elina Svitolina agli Australian Open (6-2, 6-3 in un’ora e 17 minuti di gioco) e sfiderà adesso Elena Rybakina in finale. Una vittoria netta, ma – come preventivabile alla vigilia della sfida – a prendersi la scena è quanto accaduto prima e dopo la partita: le due non avevano fatto la foto insieme e non si sono strette di nuovo la mano. Questa volta a fine match è stata Sabalenka a evitare l’incrocio con l’avversaria, andando diretta a stringerla al giudice di sedia.

Nel corso del match, sul maxischermo della Rod Laver Arena era apparso un annuncio: “Al termine dell’incontro, non ci sarà alcuna stretta di mano tra le giocatrici. Apprezziamo il vostro rispetto per entrambe durante e dopo il match”. Svitolina era stata protagonista di un episodio simile già agli ottavi di finale del torneo, dopo aver battuto la russa Mirra Andreeva. Con Sabalenka, invece, c’è già un precedente: le due non si erano strette la mano ai quarti del Roland Garros 2023, quando la bielorussa aveva atteso a rete l’avversaria, che aveva rifiutato il saluto.

Questa volta però Sabalenka si è lasciata andare anche a un’espressione colorita nei confronti dell’avversaria. Dopo aver chiuso il match e mentre si dirigeva verso il giudice di sedia, la bielorussa – pescata in primo piano dalle telecamere – ha esclamato un “f*ck you” piuttosto chiaro dal labiale. Svitolina fin dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina si è schierata apertamente a difesa del suo popolo con una serie di iniziative umanitarie. Motivo per cui ha spesso protestato in modo simile nel corso dei match contro avversarie russe o bielorusse che ormai da diverso tempo giocano da atleti neutrali, senza bandiera.