Tennis

“C’ho una sfiga ragazzi”: stava dominando Djokovic, poi la fitta e lo sguardo nel vuoto. Così Musetti ha perso tutto con uno scatto

L'azzurro aveva fatto vedere quasi due ore di grande tennis e aveva vinto i primi due set prima del problema fisico che lo ha costretto al ritiro. Ma il sogno Slam sembra solo rimandato

Buongiorno Italia“. Questa la frase che Lorenzo Musetti aveva scritto sulla telecamera del centrale di Melbourne dopo la vittoria agli ottavi degli Australian Open contro Taylor Fritz. E sembrava essere un “buongiorno” anche quello di oggi, c’erano tutti i presupposti perché lo fosse. Il carrarino stava dominando Novak Djokovic ai quarti di finale e aveva vinto i primi due set. “Ne è valsa la pena”, avrà pensato qualsiasi italiano sveglio dalle 5:45 del mattino per vedere l’azzurro. Poi la fitta alla coscia su quell’allungo sullo 0-40 e servizio nel terzo game del terzo parziale e il labiale chiarissimo: “Fisio“. Musetti ha lo sguardo perso nel vuoto. Sa già che è tutto finito, sul più bello.

Infatti è crollato tutto. Proprio nel momento migliore di Musetti: stava per battere il re di Melbourne, stava per raggiungere la prima semifinale agli Australian Open, stava facendo sognare tutta l’Italia per il potenziale derby contro Jannik Sinner e stava per raggiungere la top 3 nel ranking mondiale, dietro solo ai due “mostri”, Alcaraz e Sinner appunto.

A nulla è servito l’intervento del fisioterapista: un paio di minuti di massaggi, ma il linguaggio del corpo di Musetti era emblematico e non lasciava presagire nulla di buono. Il carrarino è tornato in campo, ha giocato a tutto braccio il game in risposta, vincendo anche due punti, ma non riusciva nemmeno a muoversi.

Il riassunto della sua giornata è nel brevissimo dialogo con il suo angolo dopo un punto ottenuto nel penultimo game giocato. “C’ho una sfiga ragazzi“. Inutile il “dai, non pensarci” di José Perlas. Musetti ha giocato un altro game da fermo e poi ha deciso di ritirarsi. Continuare non aveva senso. In semifinale ci va Novak Djokovic, che a fine gara ha ammesso: “Ero pronto ad andare a casa, meritava lui di vincere”.

Solo il caso, la sfortuna non hanno voluto regalare a Musetti quella che sarebbe probabilmente stata la consacrazione definitiva nell’élite del tennis mondiale, dopo le ottime cose fatte vedere negli ultimi mesi. Ma l’appuntamento è solo rimandato, perché Musetti è maturo. Tecnicamente, mentalmente e per tenuta fisica all’interno del match.

È migliorato al servizio, in risposta, ha più coraggio, non si lascia distrarre da ciò che accade intorno a lui. Caratteristiche che abbinate alla grande varietà di colpi che ha sempre avuto creano un mix vincente. Adesso è consapevole dei propri mezzi.

E anche se oggi non è stato un “buongiorno”, questo match ci lascia la certezza che Lorenzo Musetti è pronto a stare tra i grandi. Il sogno Slam si è spezzato sul più bello, ma il percorso si è solo interrotto. E chi lo ha visto dominare Djokovic (seppur non nella sua migliore versione), chi si è goduto quasi due ore di altissimo tennis sa che non è solo un’illusione. I “buongiorno Italia” torneranno. Forse non domani, forse non subito. C’è incertezza sull’infortunio. Ma con questo Musetti, maturo e consapevole, ci sarà da divertirsi.