Cronaca

È morto Franco Amoroso, il paziente oncologico che era stato ore a terra in ospedale a Senigallia

Dallo scatto shock del malato terminale accasciato per terra in sala d'aspetto all’esito delle indagini: nessuna responsabilità del personale in servizio al pronto soccorso

Franco Amoroso aveva un tumore al colon ed è morto a 60 anni nella propria abitazione. Negli ultimi giorni, la sua storia era diventata un caso mediatico dopo una foto diffusa sui social: l’uomo che dorme sopra una coperta distesa sul pavimento di un ospedale, con il catetere sotto il maglione e la sacca per […]

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Franco Amoroso aveva un tumore al colon ed è morto a 60 anni nella propria abitazione. Negli ultimi giorni, la sua storia era diventata un caso mediatico dopo una foto diffusa sui social: l’uomo che dorme sopra una coperta distesa sul pavimento di un ospedale, con il catetere sotto il maglione e la sacca per terra. L’immagine è stata scattata al pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia, dove in sala d’aspetto non c’erano letti.

Amoroso, accompagnato lì dalla moglie, era stato costretto a coricarsi per placare i dolori della malattia dopo otto estenuanti ore passate in piedi e chiedendo invano un appoggio al personale. L’uomo era di Treviso e si era trasferito a Senigallia con la consorte, dove era seguito dall’Associazione oncologica senigalliese che offre assistenza domiciliare, medica, psicologica e infermieristica in modo gratuito ai malati oncologici.

La onlus ha curato l’uomo nei suoi ultimi giorni di vita, trascorsi a casa con dolori insopportabili perché l’ospedale l’aveva dimesso dopo alcuni trattamenti. Fino allo scorso lunedì 26 gennaio, quando il decesso del 60enne è avvenuto per l’aggravamento delle sue condizioni di salute. Se a livello pubblico l’episodio ha suscitato reazioni di sdegno e indignazione, le istituzioni marchigiane sono state nettamente più fredde.

L’Azienda sanitaria territoriale di Ancona aveva avviato un’indagine interna e l’assessore regionale alla sanità e alle politiche sociali, Paolo Calcinaro, aveva dichiarato: “Dobbiamo aspettare il corso dell’audit interno”, un tecnicismo per dire che “se da questo emergessero delle responsabilità, ci saranno delle sanzioni disciplinari, ma resto garantista”. Le indagini si sono concluse e l’esito parla di protocollo rispettato da parte del personale in servizio. Il direttore dell’Ast, Giovanni Stroppa, ci ha tenuto a precisare che “il paziente non era preso in carico dalla nostra oncologia”. In Italia, tra il 2019 e il 2022, sono stati tagliati 32.500 posti letto.