Cronaca

Agrigento, il contatore idrico registra più consumi e le bollette del condominio raddoppiano. L’appello: “Ora sostituiteli tutti”

È quanto accertato da una perizia tecnica depositata al tribunale di Agrigento. Il gestore replica: "Caso isolato, non esiste alcuna evidenza di un malfunzionamento diffuso"

Il contatore idrico installato nel condominio misurava consumi maggiori del 75% rispetto a quelli effettivi provocando un raddoppio del costo delle bollette. È quanto accertato da una perizia tecnica depositata al tribunale di Agrigento dal Ctu, in una causa intentata da un condominio di 10 famiglie della frazione di Fontanelle contro l’allora gestore Girgenti Acque, […]

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Il contatore idrico installato nel condominio misurava consumi maggiori del 75% rispetto a quelli effettivi provocando un raddoppio del costo delle bollette. È quanto accertato da una perizia tecnica depositata al tribunale di Agrigento dal Ctu, in una causa intentata da un condominio di 10 famiglie della frazione di Fontanelle contro l’allora gestore Girgenti Acque, poi sostituito da Aica, l’azienda idrica dei comuni agrigentini.

Nel novembre 2018 al condominio “Cefa” era stato sostituito il contatore: una decisione presa da Girgenti Acque, la società privata che gestiva la rete idrica fino al fallimento e a un’inchiesta giudiziaria. Con quel nuovo contatore, però, le bollette idriche cominciano a gonfiarsi a dismisura e il condominio accumula 28 mila euro di debiti in due anni. I consumi, quasi costanti negli anni precedenti, schizzano in alto senza nessun apparente motivo.

Il condominio così – assistito dall’avvocato Francesco Bellingreri, come spiega il quotidiano La Sicilia – ha quindi portato la vicenda in tribunale, dopo la minaccia di uno stop alla fornitura idrica arrivata dall’Assemblea territoriale idrica. Nel contenzioso, dopo il fallimento di Girgenti Acque, è subentrata Aica, la nuova azienda dei comuni che gestisce oggi la rete idrica. Così il Ctu del tribunale, dopo due anni di analisi attraverso un secondo contatore di prova, è riuscito a dimostrare che lo strumento di misurazione del gestore installato nel 2018 rilevava consumi di 1,75 volte superiori al reale.

Il vicenda riguardante il condominio di Fontanelle potrebbe addirittura estendersi, visto che quel modello di contatore è ancora in funzione in altre migliaia di utenze della zona. “Il danno riguarda circa il 70-80 % dei contatori oggi installati”, spiega Salvatore Licari, ex componente della consulta di Aica, l’organo che rappresentava la voce dei cittadini e delle associazioni, oggi esautorato dal suo ruolo: “Sono contatori che con la nuova gestione andavano adeguati, invece non è stato fatto e ad oggi non sono tarati. È statuito da Arera (Autorità di Rgolazione per Energia Reti e Ambiente) che i contatori devono essere sostituiti, ma non viene fatto: almeno 70mila contatori sono vecchi e non verificati, quindi violano il decreto 93/2017. Un programma contatori – spiega ancora Licari – era stato finanziato con fondi dell’Ue ma è andato perso”.

L’azienda si difende dicendo che la vicenda riguarda un solo contatore e che oggi non esiste alcune perizia sui contatori gestiti da Aica: “Associare impropriamente quel singolo caso all’intero sistema di misurazione oggi in uso – spiegano in una nota – è tecnicamente infondato e comunicativamente irresponsabile”. A minimizzare il caso è anche il direttore generale di Aica, Francesco Fiorino: “Dal punto di vista tecnico non esiste alcuna evidenza di un malfunzionamento diffuso dei contatori oggi in esercizio. Le attività di verifica condotte da Aica dimostrano semmai il contrario: in diversi casi i consumi risultano sottoregistrati. Il progetto dei contatori smart – aggiunge – nasce proprio per eliminare ogni margine di incertezza e garantire equità tra Gestore e utenti”. Quanto venuto fuori dalla perizia tecnica potrebbe comunque spingere altri cittadini a rivolgersi al tribunale per accertare se i consumi dei contatori installati siano o meno reali.