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Vertice Meloni-Merz, la premier: “L’Ue scelga se essere protagonista o subire il destino”. Il cancelliere: “Il Board della pace di Trump? Così è inaccettabile”

Nel vertice intergovernativo tra Italia e Germania la premier e il cancelliere hanno firmato un "Protocollo strategico" che rafforza l'intesa Roma-Berlino. La leader Fdi ha accennato anche del Nobel per la Pace: "Spero che potremo darlo al presidente Usa"

L’Unione europea è chiamata a una scelta di fondo: deve decidere se essere protagonista o spettatrice degli eventi globali, in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, incertezze economiche e nuove sfide alla sicurezza del continente. È il messaggio emerso dal vertice intergovernativo tra Italia e Germania, svoltosi a Villa Doria Pamphilj, a Roma, tra […]

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L’Unione europea è chiamata a una scelta di fondo: deve decidere se essere protagonista o spettatrice degli eventi globali, in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, incertezze economiche e nuove sfide alla sicurezza del continente. È il messaggio emerso dal vertice intergovernativo tra Italia e Germania, svoltosi a Villa Doria Pamphilj, a Roma, tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz. “Questo vertice cade in una congiuntura storica particolarmente complessa, che impone all’Europa di scegliere se intenda essere protagonista del suo destino o piuttosto subirlo”, ha detto Giorgia Meloni nel punto con la stampa. Una fase, ha aggiunto la premier, che richiede “lucidità, responsabilità, coraggio e soprattutto l’intelligenza necessaria a trasformare le crisi in opportunità”.

Sul piano bilaterale, il cancelliere Merz ha rivendicato la solidità e la profondità del rapporto tra Roma e Berlino. “Germania e Italia sono molto vicine, come non lo sono mai state prima”, ha dichiarato, ricordando che nel 2026 ricorrerà il 75° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Un legame che affonda le sue radici nella storia dell’integrazione europea, dal momento che Italia e Germania figurano tra i Paesi fondatori della Comunità europea. “Ci sono i presupposti per una cooperazione ancora più stretta – ha sottolineato –. Vogliamo che il 2026 sia l’anno dell’opportunità e delle decisioni”.

Tra i dossier affrontati, un ruolo centrale lo ha avuto la sicurezza, a partire dall’Artico. Con l’emergere degli appetiti americani sulla Groenlandia, Merz ha ribadito che l’Europa deve rafforzare il proprio impegno nella regione “nel comune interesse transatlantico”, spiegando che negli ultimi giorni i contatti con i partner europei sulla questione dell’isola artica e della Danimarca sono stati pressoché quotidiani. “Abbiamo affermato insieme che l’Europa deve fare di più per la sicurezza dell’Artico”, ha detto il cancelliere, assicurando un maggiore coinvolgimento tedesco e riaffermando la solidarietà europea “alla Danimarca e alla popolazione della Groenlandia, nel rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale”.

In questo contesto, e soprattutto la minaccia – poi ritirata – da parte di Donald Trump di imporre dazi ai paesi della Nato che nei giorni scorsi hanno inviato le truppe in Groenlandia, Merz è stato netto. “Non vorremmo dei dazi, ma se una politica tariffaria dovesse danneggiare l’Europa sappiano tutti che siamo pronti a difenderci”, ha avvertito, sottolineando la necessità per l’Unione europea di saper reagire “rapidamente, in tempo reale”. Secondo il cancelliere, l’azione comune europea ha già prodotto risultati concreti, ricordando che alcune minacce, anche provenienti dagli Stati Uniti, “non si sono poi tradotte in fatti”. Da qui l’invito a rafforzare gli accordi commerciali con Paesi affini, citando l’intesa tra Ue e Canada, e a far sentire con maggiore forza la voce dell’Unione.

Sull’incontro ha aleggiato, inevitabile, l’ombra del presidente degli Stati Uniti e delle sue iniziative, a partire dal “Board of Peace“. “Io già qualche settimana fa -a spiegato Merz – dissi al presidente Trump che personalmente sarei stato disposto ad entrare se si fosse trattato di un organismo che, come era stato pianificato inizialmente, accompagnasse il processo di pace a Gaza, anche in una seconda fase, che purtroppo ancora non è iniziata, per disarmare Hamas. Come è fatto adesso il Board of Peace, a partire dalle sue strutture di governance, per ragioni proprio di diritto costituzionale, noi non possiamo accettarlo“.

Una posizione simile a quella espressa da Meloni: Ad oggi, lo statuto del board “risulterebbe incostituzionale e quindi incompatibile con il nostro ordinamento. Ritengo pertanto che si debba intervenire: è quanto ho comunicato al Presidente degli Stati Uniti e agli interlocutori americani, chiedendo anche se vi fosse disponibilità a riaprire questa configurazione, per andare incontro alle esigenze non solo italiane, ma anche di altri Paesi europei”. La premier, da parte sua, si è concentrata anche su un altro dei desideri del tycoon: “Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump e confido che possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l’Ucraina, e quindi finalmente anche noi potremo candidare Trump al premio”.

Il vertice ha segnato anche un passo avanti nella cooperazione sulla sicurezza interna. “Abbiamo concluso un accordo di cooperazione in materia di riservatezza e sicurezza”, ha annunciato Merz, precisando che l’Italia sarà l’unico Paese a beneficiare di un’intesa di questo tipo pur non confinando con la Germania. Un segnale, ha spiegato, del livello “particolarmente stretto” di coordinamento tra Roma e Berlino, che si estende dai temi migratori alla sicurezza europea. Un’intesa rafforzata, dunque, che punta a consolidare l’asse italo-tedesco, in una fase in cui le scelte europee appaiono sempre più decisive per il futuro del continente.

A Villa Pamphili Meloni e Merz hanno firmato un’intesa che punta a portare le relazioni tra Italia e Germania a un livello “senza precedenti”. Il documento, articolato in 32 pagine, definisce una cornice politica e operativa per rafforzare il partenariato tra Roma e Berlino nei principali dossier europei e internazionali: dalla sicurezza alla competitività, dall’energia alla migrazione, fino alla cooperazione culturale e scientifica.

Uno dei pilastri del Protocollo riguarda il rafforzamento dell’agenda europea. In quanto Stati fondatori dell’Unione europea, Roma e Berlino si impegnano a lavorare per “un’Europa forte, democratica, solidale e sovrana”, capace di agire come attore geopolitico e di portare avanti, in parallelo, il processo di allargamento e le riforme interne. Il documento sottolinea la necessità di migliorare la governance dell’Unione e i suoi processi decisionali per renderli più efficaci.

Ampio spazio è dedicato poi a competitività, industria e innovazione. Italia e Germania concordano sulla necessità di ridurre gli oneri amministrativi e di promuovere una decisa agenda di semplificazione normativa. Tra gli obiettivi indicati figura il rafforzamento del mercato unico e il sostegno a un “28° regime” di diritto societario europeo, capace di favorire investimenti, mobilità dei talenti e crescita. Il Piano d’Azione ribadisce inoltre il sostegno a una transizione verde competitiva, “nel rispetto del principio di neutralità tecnologica”, con particolare attenzione ai settori industriali strategici e ad alta intensità energetica.

Il Piano affronta inoltre i temi di migrazione e partenariati con l’Africa, promuovendo un approccio “globale e innovativo” che combini protezione delle frontiere esterne Ue, cooperazione con i Paesi di origine e transito e sviluppo di canali legali. In questo quadro, Italia e Germania intendono lavorare in sinergia con il Global Gateway europeo e con iniziative come il Processo di Roma.