Cronaca

Caso Paolo Mendico, sospesa per tre giorni la preside dell’Istituto Pacinotti

La dirigente scolastica dell'istituto tecnico industriale frequentato dal ragazzo che si tolse la vita all'inizio dell'anno scolastico ha ricevuto una sanzione disciplinare di tre giorni. L'interessata ha dichiarato che intraprenderà delle azioni legali contro il dicastero

Dopo che gli ispettori del ministero dell’Istruzione hanno accusato l’istituto tecnico Pacinotti di bugie e omissioni sul caso del suicidio di Paolo Mendico, la dirigente scolastica Gina Antonetti ha ricevuto tre giorni di sospensione. La decisione è arrivata in seguito al procedimento avviato nei suoi confronti per la morte del ragazzo, avvenuta nella sua casa […]

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Dopo che gli ispettori del ministero dell’Istruzione hanno accusato l’istituto tecnico Pacinotti di bugie e omissioni sul caso del suicidio di Paolo Mendico, la dirigente scolastica Gina Antonetti ha ricevuto tre giorni di sospensione. La decisione è arrivata in seguito al procedimento avviato nei suoi confronti per la morte del ragazzo, avvenuta nella sua casa in provincia di Latina il giorno precedente all’inizio delle lezioni.

A rendere noto il provvedimento è stato il sindacato Flc-Cgil, che ha anche accusato il ministero dell’Istruzione e del Merito di voler “concentrare l’attenzione sulla ricerca a tutti i costi di un colpevole”, quando invece “sono ancora in corso indagini penali per accertare eventuali responsabilità”: queste le parole della responsabile nazionale dei dirigenti scolastici, Roberta Farfarillo. La sindacalista ha poi accusato il dicastero di aver preso questa decisione ancor prima che gli accertamenti cominciassero, con l’obiettivo di “trovare una qualche giustificazione a un giudizio di fatto già scritto in una vicenda che ha creato allarme sociale e un giudizio negativo sull’impegno della scuola nell’affrontare le fragilità e le criticità delle relazioni fra adolescenti”.

A nome del sindacato, Farfarillp ha denunciato “la totale mancanza di riscontro delle motivazioni della sanzione nella documentazione fornita”, vietando all’interessata di consultare la relazione stilata a fine controlli, un documento che è stato anticipato dagli articoli giornalistici delle scorse settimane. In definitiva, la sanzione è stata giustificata soltanto con “una serie di generiche affermazioni, confermando il carattere tutto politico di un’operazione che assume come causa certa del suicidio il bullismo che la scuola, anzi la dirigente, non sarebbe stata in grado di riconoscere e perseguire”. La rappresentante sindacale ha quindi concluso: “La Flc Cgil è determinata a contrastare la strumentalizzazione della vicenda da parte del Ministero e, soprattutto, a difendere l’integrità professionale della dirigente del Pacinotti che ha già dato mandato ai suoi legali di denunciare l’improvvida diffusione di dati e documenti lesivi della sua immagine professionale e personale”, manifestando l’intenzione di impugnare la sanzione disciplinare davanti a un giudice del lavoro.

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