
Con il nuovo piano, Fiorini assicura: "Il 20 per cento della costa sarà libero e un altro 20 sarà libero attrezzato”. Il centrodestra cerca lo scontro politico: sono state raccolte 2.500 firme contro l'iniziativa municipale
La battaglia delle spiagge libere. Da una parte il sindaco che le porta dal 10 al 40 per cento. Dall’altra i balneari, sostenuti dal centrodestra, che dichiarano guerra. Accade a Spotorno, in provincia di Savona. Ma ascoltiamo direttamente dalle parole del primo cittadino, Mattia Fiorini (centrosinistra), cosa è successo: “Spotorno aveva la più bassa percentuale […]
La battaglia delle spiagge libere. Da una parte il sindaco che le porta dal 10 al 40 per cento. Dall’altra i balneari, sostenuti dal centrodestra, che dichiarano guerra. Accade a Spotorno, in provincia di Savona. Ma ascoltiamo direttamente dalle parole del primo cittadino, Mattia Fiorini (centrosinistra), cosa è successo: “Spotorno aveva la più bassa percentuale di spiagge libere della Liguria, circa il 3,5 per cento. Il 10 per cento contando le libere attrezzate”, cioè tratti di costa liberamente accessibili dove sono forniti servizi anche a pagamento. Ecco: “Alla fine del 2023 erano scadute le concessioni vigenti, noi inizialmente le abbiamo prorogate e intanto abbiamo preparato il piano per le spiagge (il Pud, piano per l’utilizzo del demanio). La legge regionale in proposito è chiara: almeno il 40 per cento della costa deve essere riservato alla libera balneazione. E così abbiamo fatto: con il nuovo piano il 20 per cento della costa sarà libero e un altro 20 sarà libero attrezzato”.
Come spiega Fiorini è stato un lavoro di cesello: “Finora sulla nostra costa lavoravano quaranta imprese. Noi abbiamo cercato di recuperare aree che non erano utilizzate e di suddividere in modo diverso quelle esistenti, per garantire lavoro allo stesso numero di operatori”. E la quantità di dipendenti previsti, per salvare i posti di lavoro, sarà un elemento importante per aggiudicarsi le concessioni che saranno a breve messe a gara.
Insomma, il sindaco ha applicato la legge. Ma in Italia può essere rivoluzionario. E la battaglia per le concessioni balneari, come ha raccontato tra l’altro Il Secolo XIX, è diventata uno scontro politico con il centrodestra che ha sposato la causa dei gestori. A Spotorno in pochi giorni sono state raccolte 2.500 firme contro il piano per le spiagge. A sostenere la protesta la Lega e consiglieri regionali della maggioranza di Marco Bucci, come Angelo Vaccarezza. Nei giorni scorsi sindaco e operatori si sono incontrati. Chi era presente parla di un’atmosfera “al limite della rissa”.
La battaglia va ben oltre Spotorno. In ballo c’è la famosa direttiva europea Bolkenstein. Non solo: c’è lo scontro tra sostenitori del mare pubblico, gratis e di tutti, e degli operatori privati. In Italia si contano 12.166 concessioni per oltre 7.200 stabilimenti e circa 48mila dipendenti. Secondo i dati governativi, in teoria, il 67 per cento della costa sarebbe ‘libero’, ma associazioni come Legambiente contestano i numeri e sostengono che, soprattutto nel Centro-Nord, fino al 70 per cento degli arenili sabbiosi sia di fatto controllato dai privati. La Liguria in questo panorama è il fanalino di coda: solo il 22 per cento della costa è libero. Si arriva a stento al 30 con le spiagge libere attrezzate. Ben al di sotto dei parametri previsti dalla stessa legge regionale. E, come si diceva, Spotorno era all’ultimo posto nella regione: 10 per cento di spiagge libere, tutte considerate. Ora la situazione, almeno qui, dovrebbe cambiare.