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Groenlandia: “Ci prepariamo a un intervento militare Usa. Pronto un team di emergenza con ministeri, polizia e Comando artico”

Il primo ministro Jens-Frederik Nielsen e il vicepremier Múte B. Egede hanno parlato in una conferenza stampa a Nuuk: "Evento improbabile, ma non escluso". La raccomandazione alla popolazione: "Avere scorte di cibo sufficienti per cinque giorni"

Gli Stati Uniti “non hanno cambiato idea”: vogliono la Groenlandia. Per questo motivo Nuuk non esclude nulla, neanche un loro intervento militare, e si sta preparando a ogni evenienza. E’ il messaggio che il primo ministro Jens-Frederik Nielsen e il vicepremier Múte B. Egede hanno rivolto ali cittadini in una conferenza stampa tenuta martedì nella […]

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Gli Stati Uniti “non hanno cambiato idea”: vogliono la Groenlandia. Per questo motivo Nuuk non esclude nulla, neanche un loro intervento militare, e si sta preparando a ogni evenienza. E’ il messaggio che il primo ministro Jens-Frederik Nielsen e il vicepremier Múte B. Egede hanno rivolto ali cittadini in una conferenza stampa tenuta martedì nella capitale dell’isola artica.

La pressione di Washington nelle ultime settimane è cresciuta e il Naalakkersuisut, il governo groenlandese, avverte il bisogno di farsi sentire vicino dalla popolazione: “Tutti nella nostra società ne siamo toccati emotivamente e mentalmente. Lo sentiamo tutti, dai bambini agli anziani”, ha detto Egede nel colloquio con i giornalisti ripreso dai principali media locali tra cui l’emittente radiotelevisiva pubblica Kalaallit Nunaata Radioa. “Dovremo essere preparati a pressioni ancora maggiori. Anche se queste non comporteranno l’uso della forza militare, dobbiamo prepararci a tutto, perché la nazione che ci sta facendo pressione non ha cambiato idea”.

“Finora lei è stato rassicurante – ha domandato un giornalista a Nielsen -. Perché solo adesso afferma che la gente dovrebbe essere preparata?”. “Le dichiarazioni del governo sono state serie fin dall’inizio – ha risposto il primo ministro -. È improbabile che si tratti di un intervento militare, ma non è ancora escluso. Dobbiamo essere preparati a tutte le possibilità”. Motivo per cui, ha aggiunto Egede, “stiamo adottando diverse iniziative“. “Nei prossimi giorni, il governo farà alcuni annunci alla popolazione, in cui forniremo linee guida o indicazioni su ciò che i singoli individui possono fare”, ha proseguito il vicepremier. La prima raccomandazione: “Avere in casa scorte di cibo sufficiente per almeno 5 giorni“.

Anche le autorità si stanno muovendo sul piano organizzativo: “E’ stata formata una squadra di coordinamento per gli interventi di emergenza – ha spiegato Egede -. Il team sarà composto da diverse autorità competenti, tra cui alcuni Dipartimenti governativi, la Grønlands Politi (la polizia della Groenlandia, ndr), Comando artico e altre autorità”. Il riferimento è all’Arktisk Kommando, l’unità operativa delle Forze Armate danesi che responsabilità specifiche nel territorio autonomo e nelle Isole Faroe.

Questa unità di crisi permanente “informerà l’intera comunità su ciò che possiamo fare e sarà utilizzato come strumento in futuro”, ha concluso il vice capo del governo, ovvero coordinare comunicazioni e piani di emergenza tra le autorità, informare i cittadini su cosa fare in caso di crisi, fare da collegamento tra istituzioni civili e forze dell’ordine, ma anche assicurare che le diverse parti coinvolte nel piano (i ministeri, la polizia e le forze di sicurezza) lavorino insieme in modo efficace.

Riguardo poi al settore della difesa, la scorsa settimana la Danimarca e altri sette paesi Nato hanno dispiegato un gruppo di ufficiali sull’isola nell’ambito dell’Operazione Arctic Endurance: “Possiamo vedere che c’è un aumento degli armamenti provenienti da altri paesi. Avremo bisogno di una presenza militare più ampia”.