
Il caso nel curling: la polemica per la scelta di Rebecca Mariani e la spiegazione del direttore tecnico e della Federazione
Le convocazioni del curling per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 diventano un caso. A scatenare la polemica è Angela Romei, all’indomani della decisione della Federazione sport ghiaccio di escluderla dalla squadra italiana che parteciperà ai Giochi invernali. Al suo posto ci sarà Rebecca Mariani, 19enne figlia del direttore tecnico della Nazionale Marco Mariani. Una decisione […]
Le convocazioni del curling per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 diventano un caso. A scatenare la polemica è Angela Romei, all’indomani della decisione della Federazione sport ghiaccio di escluderla dalla squadra italiana che parteciperà ai Giochi invernali. Al suo posto ci sarà Rebecca Mariani, 19enne figlia del direttore tecnico della Nazionale Marco Mariani. Una decisione che Romei non ha digerito: “Sono distrutta. Ma il mio dispiacere è soprattutto per le modalità e le tempistiche con cui è avvenuto tutto questo”, ha dichiarato in un’intervista a La Stampa. Alle accuse di un presunto favoritismo, hanno però replicato chiaramente sia lo stesso dt Mariani sia la Federazione. “Credo sia stata la scelta più difficile, che ha messo sia lei che me in una posizione non semplice. Ritengo sia l’elemento con le caratteristiche giuste, sia caratterialmente che qualitativamente, per provare a fare qualcosa di buono”, ha spiegato Mariani nel corso di un’intervista al Corriere delle Alpi. Mentre la Fisg in una nota ha sottolineato come Rebecca Mariani è stata scelta perché “nel ruolo di alternate (riserva) possiede caratteristiche di gioco che le consentono di occupare tutti e quattro i ruoli in squadra a differenza di Romei“. Una scelta tecnica, insomma. “Sapevo che questa scelta avrebbe portato a delle polemiche, ma allo stesso tempo non vedo quale sia il motivo che Rebecca debba essere discriminata solo perché è mia figlia“, ha commentato ancora Mariani.
Romei, 28 anni, fa parte della nazionale di curling da quasi dieci anni e ha conquistato con l’Italia il quarto posto ai Mondiali del 2024 in Canada. L’azzurra è legittimamente amareggiata e delusa per questa esclusione a sorpresa, arrivata a poche settimane dall’inizio delle Olimpiadi. Ma intorno a questa decisione è subito nato un caso mediatico, ancora prima che venissero diramate le convocazioni ufficiali. Oggi Mariani in un’intervista a La Stampa ha spiegato: “Me lo ha comunicato pochi giorni fa Mariani (padre, ndr), con una telefonata avvenuta subito dopo l’ultimo raduno. Avremmo potuto parlarne a quattr’occhi, mi sarei aspettata almeno una discussione fondata su dati e risultati”.
L’azzurra del curling ha aggiunto: “Si è limitato a dirmi che quella era una decisione assunta da lui e che al mio posto sarebbe stata convocata sua figlia Rebecca, che ha 19 anni e zero manifestazioni internazionali con la nazionale senior“. Su questo punto la Federazione italiana sport ghiaccio ha voluto precisare: “Mariani ha già disputato in questa stagione tre tornei internazionali con la Nazionale maggiore e in due di essi la squadra ha raggiunto le semifinali, compreso il torneo Perth Masters della scorsa settimana”.
Romei durante i Mondiali in Canada aveva vinto anche il Frances Brodie Sportsmanship Award, un premio che gli organizzatori assegnano alla giocatrice che meglio riesce a unire qualità tecniche e principi di onestà, sportività e fair play. Forse anche per questo, non si aspettava l’esclusione alle Olimpiadi: “Ho una sensazione di vuoto. Ho chiuso gli occhi e ho pensato che fosse solo un brutto pensiero, ma quando li ho riaperti era tutto vero ed era terribile”. Romei parla di “un’ingiustizia nei confronti del lavoro fatto in tutti questi anni e di tutto il movimento. Ho sempre creduto nei rapporti umani, nel fair play dentro e fuori dal campo e quello che mi è successo è l’antitesi di tutto questo”.
Diversa invece la versione del direttore tecnico Marco Mariani, che ha spiegato la sua scelta in un’intervista al Corriere delle Alpi. “Il turning point è stata soprattutto la mancata medaglia agli Europei ed in generale un periodo abbastanza lungo dove non sono arrivati i risultati che speravamo. Già da inizio stagione abbiamo dato chance alle atlete più rodate, cambiando spesso formazione per provare a trovare una quadra. Credo che, visto le recenti performance, fosse necessario dare una scossa“, ha spiegato il dt.
La scossa è arrivata, ma a far discutere è stata appunto la scelta di inserire la figlia Rebecca. Che comunque nel 2025 ha partecipato ai Mondiali juniores di Cortina, conclusi dall’Italia femminile all’interno della top-10, ed è poi stata inserita nel giro della nazionale maggiore dall’inizio di questa stagione. “Nel ruolo di alternate (riserva) possiede caratteristiche di gioco che le consentono di occupare tutti e quattro i ruoli in squadra a differenza di Romei, che ne ha sempre occupato uno soltanto (e un secondo in due sole occasioni). Questo offre al D.T. una garanzia e una copertura più ampia in caso di necessità”, scrive la Fisg. Che ricorda: “Parliamo di una giocatrice che con la sua squadra è vice campionessa italiana in carica (e campionessa tricolore nel 2024) giocando nel ruolo di skip e può già vantare risultati importanti in palmares a livello junior oltre ad aver già disputato quattro Mondiali di categoria”.
Negli ultimi anni a rappresentare l’Italia del curling è praticamente sempre stato il Team Constantini, tra i più rilevanti in Italia e di cui faceva parte anche Angela Romei: “Ci si dimentica che quella per difendere i colori dell’Italia è una selezione, in cui rientrano diverse giocatrici. Vengono fatte delle convocazioni e non è detto che debbano essere sempre le stesse atlete a vestire l’azzurro. Abbiamo fatto delle scelte”, ha concluso Mariani.
Nella foto: a sinistra Angela Romei, a destra Rebecca Mariani