
Il presidente Usa reagisce così alla decisione del capo dell'Eliseo di non aderire al "Board of Peace" per la ricostruzione di Gaza. Nell'sms il leader francese scriveva: "Non capisco quello che stai facendo sulla Groenlandia"
Emmanuel Macron ha deciso di non aderire al “Board of Peace” per la ricostruzione di Gaza e Donald Trump non l’ha presa bene. “Beh, nessuno lo vuole perché lascerà l’incarico molto presto, quindi va bene così”, ha detto il presidente degli Stati Uniti ai giornalisti citato dalla Cnn. “Applicherò dazi del 200% sui suoi vini […]
Emmanuel Macron ha deciso di non aderire al “Board of Peace” per la ricostruzione di Gaza e Donald Trump non l’ha presa bene. “Beh, nessuno lo vuole perché lascerà l’incarico molto presto, quindi va bene così”, ha detto il presidente degli Stati Uniti ai giornalisti citato dalla Cnn. “Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne e lui si unirà” al board per Gaza, “ma non è obbligato a farlo”, ha detto ancora il tycoon.
Il capo della Casa Bianca ha anche condiviso sul suo Truth Social quello che sembrano essere alcuni screenshot di un messaggio ricevuto oggi dal capo dell’Eliseo. “Nota dal presidente Macron al presidente Trump – si legge -. Caro amico, siamo perfettamente in linea rispetto alla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran. Non capisco quello che stai facendo sulla Groenlandia”. “Posso organizzare una riunione del G7 dopo Davos, a Parigi, giovedì pomeriggio. Posso invitare gli ucraini, i danesi, i siriani e i russi a margine”, scrive ancora Macron. “Ceniamo insieme a Parigi giovedì prima che torni negli Stati Uniti”, termina il messaggio firmato “Emmanuel”.
Dura la reazione di Parigi. “Le minacce tariffarie per influenzare la nostra politica estera sono inaccettabili e inefficaci“, ha dichiarato all’Afp una fonte dell’Eliseo. Che ha confermato anche che il messaggio condiviso dal tycoon è effettivamente di Macron. Si trattava di ”un messaggio privato”, ha dichiarato l’entourage del presidente.
Nei giorni scorsi quella di Macron era stata tra le voci più dure contro la minaccia di Trump di imporre dazi aggiuntivi ai paesi della Nato che avevano inviato soldati in Groenlandia. Come aveva fatto già a luglio quando gli stati europei stavano trattando con gli Usa sulle sanzioni imposte dal tycoon, il capo dell’Eliseo ha evocato l’uso del cosiddetto “Strumento anti-coercizione“, un pacchetto di misure che consentirebbe di limitare l’accesso dei gruppi Usa ai mercati finanziari europei, escluderli da appalti pubblici, revocare licenze di importazione e persino introdurre restrizioni sui diritti di proprietà intellettuale.