Politica

500mila firme per il referendum, M5s-Pd-Avs: “Un segnale fortissimo contro il governo. Ora Meloni sposti il voto”. I promotori: “Firmate ancora”

Violando la prassi costituzionale, il governo ha indetto la consultazione il 22 e 23 marzo sulla base della richiesta già depositata dai parlamentari, senza attendere il termine di tre mesi dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale (30 ottobre) entro il quale anche i cittadini possono chiedere il voto

Raggiunto il traguardo delle 500mila firme contro la riforma della magistratura del governo, ora il fronte Pd-M5s-Avs chiede a Giorgia Meloni un’informativa urgente in Aula per sapere se il governo intende rinviare o meno la data del referendum. Violando la prassi costituzionale, infatti, il governo ha indetto la consultazione il 22 e 23 marzo sulla […]

Hai già letto 5 articoli
questo mese.

PER CONTINUARE A LEGGERE

1 € PER IL PRIMO MESE

Raggiunto il traguardo delle 500mila firme contro la riforma della magistratura del governo, ora il fronte Pd-M5s-Avs chiede a Giorgia Meloni un’informativa urgente in Aula per sapere se il governo intende rinviare o meno la data del referendum. Violando la prassi costituzionale, infatti, il governo ha indetto la consultazione il 22 e 23 marzo sulla base della richiesta già depositata dai parlamentari, senza attendere il termine di tre mesi dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale (30 ottobre) entro il quale anche i cittadini possono chiedere il voto. Carlo Nordio, invece, minimizza e invita ad aspettare il 27 gennaio, quando il Tar del Lazio deciderà sul ricorso dei promotori della raccolta firme contro la decisione del governo sulla data: “Secondo me è inutile, ma deciderà il giudice amministrativo, aspettiamo. Aspettiamo la decisione del 27”.

“Ora Meloni venga in Aula”

Subito dopo l’annuncio del raggiungimento delle sottoscrizioni, è intervenuto in Aula a Montecitorio, a nome del M5s, il deputato Alfonso Colucci: “Chiediamo un’informativa urgente della presidente del Consiglio dei ministri, per chiedere se intenda rinviare le date in cui si terrà il referendum sulla separazione delle carriere”. Una richiesta a cui si sono subito associati anche Pd e Avs. “Questo è un segnale fortissimo contro lo stesso governo“, ha detto ancora il 5 stelle, “che ha fissato anticipatamente le date del referendum al 22 e 23 marzo, contro la prassi costituzionale, dimostrando la paura di Giorgia Meloni che i cittadini siano adeguatamente informati e possano quindi esprimere il proprio voto liberamente”.

Poco prima era intervenuto anche il leader M5s Giuseppe Conte: “È un risultato incredibile, un segnale dirompente. Con tutti contro, nonostante il lavaggio del cervello a reti unificate su questa riforma, su cui stanno illudendo i cittadini. Nonostante un governo che snobba e ridicolizza la partecipazione, l’impegno, la raccolta firme, accelerando i tempi per il referendum per dare meno tempo ai cittadini di discutere e informarsi”. Dal Pd, la responsabile Giustizia Debora Serracchiani ha sottolineato che il risultato “dice una cosa molto chiara: le persone vogliono capire, partecipare, scegliere. In un tempo in cui si prova a ridurre tutto a propaganda, 500mila persone hanno scelto la partecipazione. In pochissimo tempo, sotto le festività natalizie. È stato un atto di responsabilità democratica: per chiedere informazione, confronto, rispetto delle regole”.

Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e deputato di Avs, parla di “un grande risultato di popolo, che in pochissimi giorni ha raggiunto l’obiettivo solo grazie al passaparola e senza grandi finanziamenti, nonostante il boicottaggio e gli attacchi del governo e di tutto il sistema mediatico della destra”. Per il leader di Europa Verde Angelo Bonelli, il successo dell’iniziativa è “la miglior risposta delle cittadine e dei cittadini all’arroganza di un governo che vuole agire in maniera impunita”.

I promotori: “Continuiamo a raccogliere firme”

“Ringraziamo le cittadine e i cittadini che hanno sottoscritto la richiesta e i due comitati (quello dell’Anm e quello della società civile, ndr) che li hanno sollecitati e aiutati. Continuiamo a raccogliere firme e dimostriamo anche coi numeri la forza delle ragioni del voto per il No. Lo possiamo fare fino al 27 gennaio perché è necessario del tempo per chiudere formalmente la raccolta e consegnare tutto in Cassazione entro il temine di legge del 30 gennaio”, dichiarano in una nota i promotori (qui il link per continuare a firmare con Spid o Carta d’identità elettronica).