
Lo stato di incensurato di Emilio Gabriel Valdez Velazco, derivato da una mancata segnalazione di una condanna ricevuta nel 2019, gli avrebbe permesso di evitare una misura cautelare per un caso di violenza sessuale compiuta lo scorso giugno
Perché Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57enne peruviano accusato dell’omicidio di Aurora Livoli, era a piede libero nonostante i diversi precedenti segnalati a suo carico e un rinvio a giudizio? La possibile risposta arriva dal provvedimento di fermo dell’uomo del 29 dicembre. Non sarebbe infatti stato aggiornato correttamente il suo casellario giudiziale, perché mancherebbe ai suoi danni una condanna – definitiva – a 5 anni di carcere per una violenza sessuale aggravata risalente al 2019.
Così proprio questo falso stato di incensurato, dovuto forse anche ai vari alias da lui usati, può aver favorito Velazco nell’evitare una misura cautelare per un altro caso di violenza sessuale aggravata commessa lo scorso giugno, per il quale è stato rinviato a giudizio a Monza. A dirlo è la gip di Milano Nora Lisa Passoni nel provvedimento che conferma il fermo di Valdez e la sua custodia cautelare per un’aggressione ai danni di una donna peruviana avvenuta poco prima dell’incontro con Aurora, nella stazione Cimiano della Metropolitana di Milano. Passoni, nel provvedimento, ha dichiarato che è “più che probabile che la ragione della mancata indicazione di condanne nel certificato del casellario giudiziale sia dovuta al mancato aggiornamento“.
L’aggressione e tentata rapina ha preceduto il momento in cui l’uomo si è recato, in compagnia di Livoli – 19enne, trovata poi senza vita in un cortile di un palazzo della periferia milanese – in via Paruta. I due sono stati ripresi dalle telecamere di sicurezza mentre raggiungevano l’edificio.