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Venezuela, Trump: “Non credo che attaccheremo. Ma Maduro ha i giorni contati”. La replica: “Nessuno ci toglierà la nostra democrazia”

Il presidente Usa ha parlato al programma "60 Minutes". Il leader venezuelano ha accusato Washington di voler "imporre un cambio di regime" a Caracas e impadronirsi del suo petrolio

La portaerei “Gerald Ford” incrocia nelle acque dei Caraibi accompagnata da altre tre navi da guerra, per un totale di 4mila militari a bordo, e per il momento Donald Trump ha inviato segnali contrastanti sul potenziale intervento degli Stati Uniti in Venezuela, minimizzando le preoccupazioni di una guerra imminente contro la nazione sudamericana ma affermando che i giorni del suo leader Nicolás Maduro sono contati. Le dichiarazioni del presidente, rilasciate ieri durante un’intervista alla Cbs, giungono mentre gli Stati Uniti stanno radunando unità militari nei Caraibi e hanno condotto numerosi attacchi contro presunte navi dedite al traffico di droga, uccidendo decine di persone.

Alla domanda, durante il programma 60 Minutes, se gli Stati Uniti avrebbero dichiarato guerra al Venezuela , Trump ha risposto: “Ne dubito. Non credo“. Tuttavia, quando gli è stato chiesto se i giorni di Maduro come presidente fossero contati, ha risposto: “Direi di sì. Penso di sì, sì”. Maduro, che negli Stati Uniti è stato incriminato per reati di droga, ha accusato Washington di aver usato il traffico di droga come pretesto per “imporre un cambio di regime” a Caracas e impadronirsi del petrolio venezuelano.

La risposta di Maduro è arrivata con un video su Telegram: “La nostra Democrazia è la più avanzata del pianeta – afferma il presidente venezuelano -. Sì, siamo un popolo istruito, colto, patriottico, coraggioso e consapevole dei propri diritti. Niente e nessuno ci toglierà l’opportunità di vivere e di essere parte del ‘Secolo dei Popoli'”.

Nelle ultime settimane, più di 15 attacchi statunitensi contro imbarcazioni nei Caraibi e nel Pacifico hanno causato la morte di almeno 65 persone; l’ultimo è avvenuto sabato, suscitando critiche da parte dei governi della regione. Washington non ha ancora reso pubblica alcuna prova che i suoi obiettivi stessero contrabbandando stupefacenti o rappresentassero una minaccia per gli Stati Uniti.

Ieri il Washington Post riferiva che Nicolas Maduro avrebbe inviato una richiesta al leader russo Vladimir Putin per la fornitura di missili, radar e aerei, sullo sfondo delle minacce statunitensi al suo Paese. “Stiamo monitorando attentamente la situazione in Venezuela”, ha dichiarato alla Tass il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. “Certo, vogliamo che tutto rimanga pacifico e non vogliamo che sorgano nuovi conflitti nella regione. Il mondo è già pieno di conflitti. Non ne abbiamo bisogno di nuovi”, ha aggiunto.

Poche ore prima dell’intervista di Trump a 60 Minutes aveva parlato María Corina Machado. “Le tensioni sono contro Nicolas Maduro, i venezuelani supportano totalmente il presidente Donald Trump e la sua strategia”, ha detto la leader dell’opposizione venezuelana e Premio Nobel per la Pace 2025, in un’intervista a Fox News. “Noi stiamo lottando da 26 anni per liberare il nostro Paese, abbiamo migliaia di persone che sono scomparse, torturate e uccise solo per aver votato e aver difeso il loro voto”, ha aggiunto, “e ora abbiamo la possibilità di fermare questa guerra perché significa salvare milioni di vite e convertire il Venezuela da un centro criminale americano nel centro energetico dell’America. Trasformeremo il Venezuela con una transizione ordinata e pacifica nel miglior alleato della sicurezza degli Stati Uniti”.

Gli Stati Uniti stanno aumentando la loro presenza militare nei Caraibi e nelle scorse ore il Pentagono ha riferito che i Marines hanno condotto esercitazioni di sbarco e infiltrazione nell’area. Il Comando Sud degli Usa ha pubblicato un messaggio su X accompagnato da un video in cui si segnala che la 22esima Unità di Spedizione dei Marines ha realizzato “operazioni di addestramento a Porto Rico“. Il filmato mostra un mezzo anfibio che trasporta truppe, veicoli e attrezzature impegnato in un’operazione supportata da diversi elicotteri dai quali i militari si esercitano negli sbarchi. “Le forze statunitensi – si legge nel post – sono schierate nei Caraibi a supporto della missione del Comando Sud, delle operazioni dirette dal Dipartimento della Guerra e delle priorità del presidente degli Stati Uniti per contrastare il traffico illecito di droga e proteggere la patria”.