
I soldi erano stati lasciati nel caveau milanese da 31 anni, finché un militare non li ha notati
Era stata un’inchiesta ai limiti del cinematografico quella che nel 1994 aveva smantellato un’organizzazione criminale italo-turca impegnata in traffici internazionali di stupefacenti e riciclaggi dei relativi capitali illeciti. Una storia a cui mancava il finale, il conferimento alle casse pubbliche del denaro confiscato, avvenuto solo ora, dopo 31 anni. Lo riporta Il Corriere della sera: oltre mezzo milione di euro attuali, per la precisione 41.740 dollari americani e di 139.500 marchi tedeschi, più alcuni gioielli, dimenticati nel caveau milanese della Banca d’Italia fino a pochi mesi fa. Oltre mezzo milione di euro lasciati al loro destino. Poi, quasi per caso, quei plichi sigillati e abbandonati vengono notati da un militare della Guardia di Finanza, che riconosce il numero del procedimento.
La prima è una buona notizia, quegli oltre 40mila dollari sono valute ancora in corso, basta poco per versarli nel Fondo Unico Giustizia, là dove dal 2008 finiscono beni e valori sequestrati. Un po’ più complessa la vicenda dei marchi, abbandonati col passaggio all’euro ma ancora convertibili secondo le regole della Banca Centrale della Repubblica Federale di Germania, a differenza delle lire, dismesse del tutto dal 2012. È stata necessaria l’autorizzazione del procuratore aggiunto Eugenio Fusco, con il capitano Mariagrazia Ponziano e il luogotenente Stefano Muratore, per permettere ai militari del Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza) il viaggio fino a Francoforte, alla Bundesbank, per cambiare i marchi in euro e riversarli nello stesso Fondo Unico Giustizia. Ora potranno essere utilizzati per opere pubbliche e necessità della collettività. Dopo oltre 31 anni, atto ultimo di questo lungo film.