Cultura

Rafael Cadenas, mago della parola (Traduzione di Emilio Coco)

Rafael Cadenas appartiene alla generazione più fertile della poesia venezuelana, quella che irrompe agli inizi degli anni Sessanta. Una delle voci più solide dell’America meridionale, Rafael è un mago della parola ed è uno dei primi a stabilire vincoli tra la sua eredità giudaico-cristiana e la spiritualità orientale. Cadenas parte dal concetto di sconfitta, dal sentimento di non appartenenza che finisce per convertirsi in uno spazio di libertà che sfocia in uno stato di permanente sé stesso.
E. C.

LAS PACES

Lleguemos a un acuerdo, poema.
Ya no te forzaré a decir lo que no quieres
ni tú te resistirás tanto a lo que deseo.
Hemos forcejeado mucho.
¿Para qué este empeño en hacerte a mi imagen
cuando sabes cosas que no sospecho?
Líbrate ya de mí.
Huye sin mirar atrás.
Sálvate antes de que sea tarde.
Pues siempre me rebasas,
sabes decir lo que te impulsa
y yo no,
porque eres más que tú mismo
y yo solo soy el que trata de reconocerse en ti.
Tengo la extensión de mi deseo
y tú no tienes ninguno,
sólo avanzas hacia donde te diriges
sin mirar la mano que mueves
y te cree suyo cuando te siente brotar de ella
como una sustancia
que se erige.
Imponle tu curso al que escribe, él
sólo sabe ocultarse,
cubrir la novedad,
empobrecerse.
Lo que muestra es una reiteración
cansada.
Poema,
apártame de ti.

*

TEMPO DI PACE

Arriviamo a un accordo, poesia.
Io non ti costringerò a dire quello che non vuoi
né tu ti opporrai tanto a quello che desidero.
Abbiamo lottato molto.
Perché questo sforzo di farti a mia immagine
quando sai cose che io nemmeno immagino?
Liberati ormai di me.
Scappa senza guardare indietro.
Salvati prima che sia tardi.
Perché sempre mi superi,
sai dire quello che ti spinge
e io no,
perché sei più di te stessa
e io sono solo colui che cerca di riconoscersi in te.
Ho l’estensione del mio desiderio
e tu non ne hai nessuno,
solo avanzi verso dove ti dirigi
senza guardare la mano che muovi
e che ti crede suo quando ti sente scaturire da essa
come una sostanza
che si erige.
Imponi il tuo corso a chi scrive, lui
sa solo nascondersi,
coprire la novità,
impoverirsi.
Quel che mostra è una reiterazione
stanca.
Poesia,
allontanami da te.

***

BUNGALOW

Paisaje que me resguarda de un olvido necesario.
Palmeras, acacias, sauces a pico.
Sol que hace cantar los techos.

Recuerdo que nunca estuve más unido: más próximo a mí.
Rostro duro de mi amante. Dibujo guardado.

Después, sólo admití situaciones; apenas he inventado trampas
para huir.

*
BUNGALOW

Paesaggio che mi protegge da una dimenticanza necessaria.
Palme, acacie, salici a picco.
Sole che fa cantare i tetti.

Ricordo di non essere stato mai più unito: più vicino a me.
Volto duro della mia amante: Disegno custodito.

Dopo, ho ammesso solo situazioni; ho appena inventato trappole
per fuggire.

***

LOS DOS INÚTILES

El que he sido gesticula para que lo reciba en este instante.
Abandonado, casi irreconocible, cedido a una voracidad, lucha
por reconquistar el terreno perdido.
He decidido dejarlo fuera con una palabra tajante.
Me limito a esperar en silencio al que vendrá.
Al que he buscado con un hachón en la casa sin construir.
Al que apenas oí cuchichear una mañana en el dormitorio.
Al que más se alimenta con la sangre del momento.
Colmo oscuro, extremo de monólogo, mórbido visitante.
Mi perturbador puntual, siempre frente a mí con su enjambre
de reticencias, huyéndome en susurros.
Mi magna pérdida.

*
I DUE INUTILI

Quello che sono stato gesticola perché lo riceva in quest’istante.
Abbandonato, quasi irriconoscibile, ceduto a una voracità, lotta
per riconquistare il terreno perduto.
Ho deciso di lasciarlo fuori con una parola categorica.
Mi limito ad aspettare in silenzio colui che verrà.
Colui che ho cercato con un cero nella casa non costruita.
Colui che ho sentito appena bisbigliare una mattina nella camera da letto.
Colui che si alimenta maggiormente col sangue del momento.
Colmo oscuro, estremo di monologo, morbido visitatore.
Il mio perturbatore puntuale, sempre di fronte a me col suo sciame
di reticenze, sfuggendomi in sussurri.
La mia grande perdita.

Rafael Cadenas è nato a Barquisimeto, Venezuela, nel 1930. I suoi libri di poesia [Una isla, Los cuadernos del destierro, Falsas maniobras, Memorial, Intemperie, Gestiones e Amante, insieme a quelli di prosa Realidad y Literatura, En torno al lenguaje, Anotaciones, Dichos, Apuntes sobre San Juan de la Cruz] sono stati riuniti in Obra entera. Poesía y prosa (Fondo de Cultura Económica, Messico, 2000 e Pre-textos, Spagna, 2007). Successivamente ha pubblicato: Sobre abierto (2016), En torno a Basho y otros asuntos (2016) e Contestaciones (2018). Ha ottenuto, tra gli altri, il XII Premio Internazionale di Poesia Federico García Lorca e il Premio Cervantes.