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Secondo Israele anche l’Onu è diventata antisemita. L’agenzia: “A Gaza malnutrizione acuta per un bambino su tre”

Israele accusa l’Onu di antisemitismo. “Sotto la leadership di Antonio Guterres è divenuta una istituzione antisemita e antiisraeliana che offre protezione ed incoraggia i terroristi”, dice il ministro degli esteri Israel Katz commentando la visita del Segretario generale al valico di Rafah. “È stato oggi sul versante egiziano – ha aggiunto Katz – e ha biasimato Israele per la situazione umanitaria a Gaza senza condannare in alcun modo i terroristi di Hamas-Isis che saccheggiano gli aiuti umanitari e senza condannare l’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati, che coopera con i terroristi e senza invocare la liberazione immediata ed incondizionata di tutti gli ostaggi israeliani”.

Nello specifico Guterres ha dichiarato, sostando vicino ad una lunga colonna di camion a cui è impedito l’accesso alla Striscia, che “È giunto il momento per un cessate il fuoco umanitario immediato” e ha chiesto a Israele “un accesso totale e senza restrizioni ai beni umanitari in tutta Gaza”. “I palestinesi a Gaza – bambini, donne, uomini – sono bloccati in un incubo senza sosta” e io “porto le voci della stragrande maggioranza del mondo che ha visto abbastanza“, ha detto Guterres rimarcando che camion carichi di aiuti entrano con il contagocce a Gaza mentre la popolazione è perseguitata dalla “fame e dalla carestia”: un “oltraggio morale”. Guterres ha parlato delle “comunità distrutte, case demolite, intere famiglie e generazioni annientate” ma ha anche ribadito che “niente giustifica l’orribile attacco di Hamas” contro Israele e “niente giustifica la punizione collettiva della popolazione palestinese”.

“Mai prima d’ora così tanti bambini di Gaza avevano avuto bisogno di cure mediche”. Lo ha affermato il portavoce dell’Unicef James Elder in un video postato su X che lo mostra mentre visita l’ospedale Nasser a Khan Younis. Nel nord della Striscia un bambino su tre sotto i due anni soffre di malnutrizione acuta, sottolinea l’Unicef secondo cui “un cessate il fuoco umanitario immediato offre la migliore possibilità di salvare vite umane, porre fine alla sofferenza e consentire la consegna urgente di aiuti salvavita”.

Tel Aviv ha in passato accusato alcuni membri dell’Unwra di aver partecipato agli attacchi di Hamas, è stata aperta un’indagine ma, al momento, non sono emerse evidenze su quanto afferma Israele. Diversi stati che avevano inizialmente sospeso i finanziamenti a scopo prudenziale hanno pertanto ricominciato ad erogare fondi, anche alla luce del deterioramento della condizione della popolazione di Gaza documentata da tutte le organizzazioni presenti sul campo. Tra i paesi che mantengono congelati i finanziamenti all’Unrwa ci sono gli Usa. E infatti Katz ha lodato la decisione del Congresso Usa di congelarli per un anno. Si è trattato, secondo Katz, di una “decisione storica, che dimostra quanto sapevamo da tempo: che l’Unrwa è parte del problema e non parte della soluzione”. “L’Unrwa – ha ribadito – non farà parte del panorama di Gaza dopo Hamas. Migliaia di dipendenti dell’Unrwa sono coinvolti in attività terroristiche di Hamas, e le sue strutture sono state utilizzate per fini terroristici”. Katz ha fatto appello ad altri Paesi affinché seguano la decisione degli Stati Uniti.

“Finiremo questa operazione solo quando l’ultimo dei terroristi sarà nelle nostre mani – vivo o morto”, ha poi detto il capo del Comando Sud dell’esercito israeliano Yaron Finkelman parlando delle operazioni all’ospedale al Shifa di Gaza, stando a quel che riporta il Jerusalem Post. Intanto il ministero della Sanità di Gaza ha dichiarato che sono almeno 32.142 le persone sono state uccise nell’enclave in più di cinque mesi di guerra. Il bilancio comprende almeno 72 morti nelle ultime 24 ore, si legge in una nota del ministero, aggiungendo che 74.412 persone sono rimaste ferite nella Striscia dall’inizio della guerra il 7 ottobre scorso.