Scuola

Il preside della scuola di Pioltello non si piega: “La chiusura per il Ramadan? Riconvoco il consiglio”. E replica a Valditara sui test Invalsi

“Convocherò di nuovo il consiglio d’istituto”. Alessandro Fanfoni, il dirigente della scuola Iqbal Masih di Pioltello, finito sotto i riflettori per aver deciso di sospendere l’attività didattica il 10 aprile, festa di fine Ramadan, non si piega di fronte alla richiesta del direttore dell’Ufficio scolastico regionale lombardo di “disapplicare la delibera” dell’organo collegiale della scuola. Il caso sollevato nei giorni scorsi dal leader della Lega Matteo Salvini – e rilanciato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara aveva chiesto verifiche – sembrava destinato ad una breve risoluzione nel pomeriggio di mercoledì.

La richiesta a Fanfoni è arrivata, seppur celata dal burocratese, in maniera netta: “Sono state evidenziate talune irregolarità della delibera assunta dal consiglio d’istituto. Il direttore generale ha pertanto invitato il dirigente scolastico, nella sua qualità di garante della legittimità dell’azione amministrativa della scuola, a valutare la disapplicazione della delibera e la possibilità dell’annullamento in autotutela da parte dello stesso consiglio d’istituto, al fine di assicurare il rispetto delle disposizioni in materia”.

Nessuna spiegazione delle irregolarità ma una sollecitazione precisa preceduta nella stessa giornata da valutazioni pronunciate da Valditara a Didacta sui risultati Invalsi della scuola di Pioltello: “Il livello di competenze deboli in matematica è il 45%, contro un 35,4% della media lombarda”. Lacune rilevate anche nelle competenze L1 e L2, ovvero della prima (italiano) e della seconda lingua insegnate. Il ministro ha snocciolato anche i numeri sulle competenze di alto profilo: il 49,6% in italiano contro la media lombarda del 66,7%; il 54% in matematica mentre la media della Regione segna il 64.

Tempo qualche ora e in serata il dirigente ha inviato una nota per replicare, in primis, all’invito del direttore dell’Usr e poi ai dati proclamati da Valditara: “Ringrazio l’Ufficio scolastico per il celere riscontro in merito alla necessità di disapplicare la delibera del Consiglio di Istituto relativa al calendario scolastico 2023/2024. Sarà pertanto doveroso coinvolgere nuovamente gli organi collegiali nel processo decisionale che porterà alla nuova delibera”, ha scritto Fanfoni che ha deciso di non abbassare subito la testa ma di passare la palla al consiglio d’istituto, competente secondo la legge, della scelta dei tre giorni discrezionali di vacanza, che si aggiungono a quelli “canonici” stabiliti da ogni Ufficio scolastico regionale.

Ma non solo. Il preside risponde anche ai dati sui test comunicati da Valditara: “Invalsi per elaborare statistiche e comparazioni bilanciate, utilizza il cosiddetto indicatore Escs (Economic, social and cultural status) al fine di definire lo status sociale, economico e culturale delle famiglie degli studenti che partecipano alle prove. Il contesto di appartenenza dei ragazzi gioca un ruolo molto importante sui livelli di apprendimento. L’Escs delle classi dell’Iqbal Masih come si evince anche dai dati pubblici visibili su Scuola in Chiaro è ritenuto basso da Invalsi mentre, l’Escs della regione Lombardia è mediamente di gran lunga superiore rispetto a quello del nostro istituto”.

Una spiegazione che Fanfoni ci tiene a dare a chi non mastica di scuola e a chi non è un esperto di dati. Le conseguenze di queste considerazioni le illustra lo stesso dirigente nella sua nota: “Invalsi per garantire una valutazione equa e significativa delle prove nazionali, restituisce i dati comparandoli con le scuole di contesti socio-economici e culturali simili. I risultati dei nostri alunni, al termine delle classi terze della secondaria di primo grado, comparati a quelli di scuole con pari indice Escs sono inferiori di 0,1 punti nelle prove di italiano; superiori di 23,3 punti nelle prove di matematica; superiori di 27,6 punti in quelle di Inglese listening e superiori di 23,2 punti in reading”. Il tutto tenuto conto che i test sono fatti anche dai ragazzi arrivati in Italia da meno di due anni, ancora nella fase di alfabetizzazione.