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Travaglio a La7: “Meloni al Senato? Un comiziaccio da 4 soldi, io mi vergognerei se come lei fossi reduce dalla missione da Al-Sisi”

“Io rimango veramente basito di fronte alle battutacce di Meloni al Senato. È un comiziaccio da 4 soldi quello che abbiamo visto e io mi vergognerei a farlo se fossi reduce dalla missione delle due ‘Re Magie’ da Al -Sisi. Davvero mi vergognerei”. Così a Otto e mezzo (La7) il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio commenta le dichiarazioni della presidente del Consiglio al Senato, dove ha denunciato le elezioni ‘farsa’ nei territori ucraini occupati dalla Russia, e si è dissociata dal presidente francese Emmanuel Macron circa l’invio delle truppe in Ucraina.

Travaglio spiega: “Come si può rinfacciare a Salvini il suo perdurante amore per Putin due giorni dopo che è andata in processione con la von der Leyen da un generale golpista (il presidente egiziano Al Sisi, ndr), andato al potere non con elezioni truccate ma con un colpo di Stato militare, a portargli in dono come i Re Magi 7 miliardi e mezzo di euro perché si tenga i migranti? E fa anche la lezioncina sulla regolarità delle elezioni russe. Ma di cosa stiamo parlando? Questa è ipocrisia, sono due anni di balle“.

Il direttore del Fatto ricorda il tweet di congratulazioni che Meloni pubblicò il 18 marzo 2018 in omaggio a Putin (“Complimenti a Vladimir Putin per la sua quarta elezione a presidente della Federazione russa. La volontà del popolo in queste elezioni russe appare inequivocabile”): “Salvini ha copiato la frase con 6 anni di ritardo, ma se queste elezioni russe sono farsa, temo che siano state una farsa anche quelle del 2018. Quindi, è una guerra dell’incoerenza”.
E ricorda la telefonata-scherzo dei due comici russi, scambiati dalla premier per il presidente dell’Unione Africana. In quella conversazione avvenuta il 18 settembre 2023, la leader di Fratelli d’Italia confessò: “Vedo che c’è molta stanchezza, devo dire la verità, da tutte le parti. Abbiamo bisogno di una via d’uscita. Il problema è trovare una via d’uscita che possa essere accettabile per entrambe le parti senza distruggere il diritto internazionale”.

Il direttore responsabile di Libero, Mario Sechi, afferma invece che le dichiarazioni di Meloni confermano la sua linea vincente, perché “viviamo in un’epoca di grandi leadership”.
Travaglio è di avviso contrario: “Siamo sull’orlo della terza guerra mondiale in mano a una mancanza totale di leader nel mondo, perché in America si sfidano un rincoglionito e un criminale e in Europa non c’è un leader raziocinante. Un esempio è Macron. La Meloni oggi sembrava un bambino capriccioso che, quando gli chiedono se vuole il gelato o la torta, risponde che li vuole tutti e due – conclude – Ha detto: ‘Non voglio la trattativa e non voglio mandare i soldati. E sta funzionando tutto bene’. Ma cosa sta funzionando tutto bene? Gli analisti più ottimisti danno 3 o 4 mesi all’Ucraina prima del tracollo finale. A Gaza c’è una carneficina in corso in cui l’Europa non esiste, così come non esiste in Ucraina. Ma dove stanno questi leader?”.