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Il ritorno di Pappalardo: “Salvini, sono al tuo fianco, chiamami. Faccio scappare io i 4 cog**ioni che si oppongono al ponte sullo Stretto”

Caro Matteo Salvini, se hai bisogno di qualcuno per difendere il ponte sullo Stretto di Messina, io sono a tua disposizione. Sul ponte sono completamente al tuo fianco. Chiamami, Salvini, li faccio scappare io questi cialtroni che si stanno mettendo contro il ponte. Quando c’ero io alla Società Stretto di Messina, nessuno ha pappato. Caro Salvini, vai avanti, io ti sono vicino“. È il nuovo appello accorato dell’ex generale dei Carabinieri Antonio Pappalardo al ministro dei Trasporti Matteo Salvini circa il ponte sullo Stretto di Messina, altra crociata del suo nuovo movimento politico Patrioti d’Italia innanzitutto.

In un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, Pappalardo si scaglia contro i siciliani e i calabresi contrari alla struttura voluta dalla Lega: “C’è qualche imbecille di siciliano che dice: ‘Prima facciamo le strade e le ferrovie e poi il ponte’. Sono passati 8 anni e non vi hanno fatto un cazzo. I soldi se li sono portati via e non hanno fatto né il ponte, né altro. Io devo totalmente essere d’accordo con Salvini. Cioè deve arrivare un uomo del Nord a dire a 4 coglioni calabresi e siciliani che si oppongono che il ponte è l’avvenire della Sicilia e della Calabria. Cari amici, diventeremo il centro del mondo“.

Poi pronuncia altri strali contro l’ex presidente del Consiglio Mario Monti, gli ambientalisti e il Wwf, tutti rei di aver bloccato il ponte sullo Stretto. E rispolvera uno dei suoi più noti cavalli di battaglia, il ponte sottomarino tra Italia e Africa, rinnovando, come già 2 anni fa, il suo apprezzamento per Giorgia Meloni: “Se si fa il ponte, domani si farà il canale sottomarino tra la Sicilia e la Tunisia e l’apertura verso l’Africa. La Meloni è stata brava a fare questo Piano Mattei per l’Africa, perché la ricchiezza viene dall’Africa, mica dalla Germania, dalla Francia e dall’Inghilterra, di cui non ce ne frega niente. Dobbiamo invece imitare i nostri antenati romani che avevano l’impero romani proiettato verso l’Africa”.