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La Milano-Sanremo è ancora di un belga: vince Jasper Philipsen. Sfortunato Ganna, rimandato Pogacar. La gara corsa a una media record

La centoquindicesima Milano-Sanremo, la prima delle cinque “Classiche Monumento” del ciclismo, quest’anno è partita da Pavia. Ha rinnegato Milano e tradito i suoi tifosi, come già lo scorso anno quando il via era stato dato ad Abbiategrasso. Resiste il logo, non la geografia.

Delle cinque “Monumento”, è la più lunga, 288 chilometri, ma anche quella che si decide a meno chilometri dal traguardo: 3,3, secondo le analisi di Datawrapper basate sui risultati delle ultime quindici edizioni (la Roubaix a 45 km, le Fiandre a 21, il Giro di Lombardia a 15,5 e la Liegi-Bastogne-Liegi a 12,6). E così è stato anche questa volta.

L’azione decisiva si è avuta infatti scollinando dal Poggio, la “costa” più rapida del mondo, salita non irresistibile ma tossica, discesa molto tecnica, che ti immette a Sanremo e a via Roma, dove c’è l’arrivo. È la difficoltà più emblematica della Milano-Sanremo: dopo sei ore di corsa tirata sempre alla morte, lo strappetto del Poggio con una punta malignetta dell’8 per cento non ha pietà per nessuno. Nemmeno dei mostri sacri. Come i due superfavoriti: l’olandese Mathieu Van Der Poel, neo campione mondiale di ciclocross e vincitore dell’edizione 2023, e il rivale sloveno Tadej Pogacar, reduce dall’impresa in solitaria alle Strade Bianche, che all’Equipe aveva baldanzosamente dichiarato: “Voglio diventare il ciclista più grande di sempre”. Fantascienza.

Eddy Merckx ha vinto 7 Milano-Sanremo, 5 Liegi-Bastogne-Liegi, 3 Paris-Roubaix, 2 Giri di Fiandre e 2 due Lombardia… Sono loro due i grandi sconfitti. Sul fatidico Poggio hanno dapprima imposto un ritmo forsennato che ha sbriciolato il gruppo, poi si sono buttati in discesa a tomba aperta, invano però. Dietro, gli avversari più temibili, cioè i velocisti, hanno tenuto botta. Ci sarebbe stato anche Filippo Ganna, ma gli è saltato il cambio quando era tra i migliori. Disdetta.

Sul traguardo di via Roma sono piombati in dieci. Volata furiosa, incerta, bellissima. Con una rimonta spettacolare negli ultimi dieci metri, il belga Jasper Philipsen ha battuto d’un nulla il marpione australiano Michael Matthews. Philipsen ha potuto sfruttare l’aiuto del suo capitano Van Der Poel, mentre Pogacar si è piazzato terzo e il nostro Alberto Bettiol, vincitore in settimana della Milano-Torino, è arrivato quinto. La media è record: 46,100 km all’ora. E così, per la sedicesima volta consecutiva, la Milano-Sanremo ha un vincitore diverso. L’ultimo a replicare (anzi a triplicare) è stato lo spagnolo Oscar Freire.