Politica

Regionali in Abruzzo, Calenda affossa il campo largo: “Non c’è nessun vento che cambia, ogni elezione fa storia a sé”

“Le elezioni abruzzesi dimostrano in primo luogo quanto sia sbagliato parlare di vento che cambia a livello nazionale per un’elezione vinta in Sardegna per 1.600 voti, grazie al voto disgiunto nel centro destra. Purtroppo sappiamo che questa è una tentazione irresistibile per politici e media”. Carlo Calenda è il primo ad intervenire con un commento sulla sconfitta di Luciano D’Amico alle regionali in Abruzzo: “Tralascio ogni commento relativo ai fantomatici campi larghi che non esistevano prima e non sarebbero esistiti neppure nel caso di una vittoria in Abruzzo. Ogni elezione regionale fa storia a sé ed è influenzata da dinamiche locali”.

Il commento di Calenda prende poi di mira la bassa affluenza alle urne, soffermandosi poi sul candidato: “La qualità del candidato, anche per le ragioni di cui al punto precedente, conta relativamente. Marsilio ha messo in atto vergognose politiche clientelari, dai quattrocentomila euro dati ad ogni Consigliere Regionale per foraggiare associazioni, agli otto milioni spesi per ospitare il Napoli calcio con tanto di pullman provenienti da Napoli per il voto in Abruzzo. Queste politiche hanno funzionato, nonostante la sanità a pezzi e le infrastrutture intermittenti che appaiono o scompaiono con i cicli elettorali. A Luciano D’Amico va il nostro ringraziamento per aver fatto una battaglia appassionata e seria. Speriamo di poter lavorare insieme nel consiglio regionale e non solo”.