Mondo

Gaza muore. E l’Europa sta a guardare

Ursula von der Leyen, incredibilmente presidente della Commissione Ue, si dice “profondamente turbata dalle immagini provenienti da Gaza”, dove ieri notte, al nord della Striscia, un centinaio di palestinesi sono stati uccisi e molti altri feriti mentre tentavano di rifornirsi di cibo presso un convoglio di camion umanitari: non abbastanza turbata, però, per chiedere un cessate il fuoco immediato.

Le vittime innocenti e affamate sono state uccise dall’esercito israeliano, il famigerato Idf, che gli ha puntato addosso fucili – loro dicono di averne colpite una decina, non di più, le altre sarebbero vittime di se stesse, calpestate dai vicini – mentre con i droni killer guardano la follia accorrere al camion pieno di farina come fosse un miraggio: per chi guardava dal drone, invece, era come fosse su un videogioco – del resto, i militari sono stati addestrati alla disumanizzazione della popolazione palestinese, ed eccoci qui.

La Ursula ha un senso della realtà molto obnubilato: la nuova ‘sonnambula’ (cit. Travaglio) chiede di muoverci in gran lena contro una fantomatica minaccia di guerra fabbricando nuove armi sempre più distruttive “come è già stato fatto per i vaccini”: non sorprende che una tizia così pretenda che si indaghi “sull’accaduto e garantire la trasparenza” è non le venga di dire altro. La sua pretesa di riarmaci fino ai denti è l’altra faccia di una Europa che guarda Gaza con lontano stupore e passiva condiscendenza, un’Europa che non sa da che parte stare nel mondo e, mentre pensa, sta inesorabilmente dalla parte di chi spara, aspettando che una striscia di terra sia rasa al suolo.

Triste, amaro, tragico il voto di ieri a Strasburgo che ha spostato la linea guerrafondaia della von der Leyen, trasformando il Parlamento europeo in un luogo di inutili e colpevoli sonnambuli.