Società

L’attacco alla libera informazione distrugge la democrazia, in Italia e nel mondo

Prosegue lo sforzo erculeo e incessante del governo Meloni di ridurre lo Stato italiano a una triste barzelletta. Con ogni evidenza lorsignori vogliono distruggere qualsiasi limite al loro arbitrio di farsi comodamente e sfacciatamente gli affari propri, una volta svolta la loro funzione di prefetti locali del potere globale e garantita assoluta fedele sudditanza ai reggitori dell’Impero occidentale, sempre più impegnati in guerre e genocidi per puntellare il loro dominio che sta andando in frantumi in tutto il mondo.

In Italia, va detto, la commistione tra vizi privati in aumento e pubbliche virtù in diminuzione ha raggiunto livelli senza precedenti, accompagnandosi non casualmente alla moltiplicazione delle attività, sia lecite che illecite, condotte dalla classe politica in combutta coi prenditori, all’evasione fiscale smisurata, alla violazione di ogni norma ambientale e sociale e al persistere di mafie di vario genere in grado di controllare il territorio e di interagire efficacemente con parti non trascurabili del sistema politico. Un sistema che Luca Beltrami Gadola ha definito efficacemente come “liberismo corruttivo”.

Non manca davvero nessuna specie nello zoo della signora Meloni, dai ladri e trafficanti di opere d’arte agli agenti di potenze straniere, dai pistoleri di Capodanno alle bancarottiere agli speculatori di ogni genere, tutte e tutti ugualmente sprovviste e sprovvisti di ogni pur minima vergogna. Ma gli animali più pericolosi sono quelli che fanno capo alle potenti lobby della catastrofe e quindi soprattutto armamenti (Leonardo) ed energia fossile (Eni), sostenendo le quali si favorisce e accelera rispettivamente la guerra e il riscaldamento globale.

Per coprire i propri misfatti quotidiani la classe politica sta manomettendo e oscurando ogni spazio di libera informazione attraverso le leggi sulle intercettazioni, il divieto di pubblicazione degli atti giudiziari e simili, tutte misure liberticide volte ad ampliare le garanzie dei potenti a scapito dei diritti del popolo italiano. Qui la vergognosa situazione italiana si ricompone col quadro più generale dell’Occidente guerrafondaio e imperialista, più che mai deciso, come dimostra la criminale persecuzione di Julian Assange e lo sterminio dei giornalisti da parte del genocida governo israeliano, a spegnere i riflettori sui propri crimini, per poter continuare a uccidere e torturare indisturbato nell’ignoranza e nel silenzio totale dell’opinione pubblica.

Si tratta di un’operazione di censura e soffocamento della verità che è parte del più generale attacco all’intelligenza della gente, infantilizzata e ignorantizzata in ogni sfera, a cominciare da quella fondamentale dell’istruzione pubblica. Qui la prassi dell’oscuramento informativo si ricongiunge colle elaborazioni teoriche degli intellettuali che si fanno apertamente sostenitori del sistema differenziale scolastico per evitare che i migliori siano frenati dai problematici, si tratti di disabili o di migranti, come il professor Galli Della Loggia, o che, come il generale Vannacci, rilanciano la discriminazione nei confronti dei diversi come tratto identitario di un’ipotesi di maggioranza di maschi bianchi di buone condizioni economiche.

L’attacco aperto è alla Costituzione, alla solidarietà sociale e alla scuola di massa destinata a educare cittadini consapevoli e non automi pronti a soddisfare ogni comandi delle classi dominanti in cambio di qualche contentino economico e di un’identità sociale fittizia e fragile, anche perché basata sull’esclusione degli altri. C’è a ben vedere una radice comune nell’attacco all’informazione libera e in quello alla scuola come fucina della nazione: si tratta della demolizione della cittadinanza che è l’autentico pilastro della Costituzione repubblicana, in modo da ridurre le persone a sudditi ignoranti, intenti solo per quanto possibile a un consumismo selvaggio quanto distruttivo.
Scriveva Norberto Bobbio, di cui celebreremo tra poco l’anniversario, di come non vi sia definizione della democrazia che non includa nei suoi connotati la visibilità o la trasparenza del potere.

Se così è, il tentativo del governo Meloni di impedire al popolo italiano di conoscere i propri governanti per come essi concretamente si comportano, insieme a quello di ridurre il popolo a una massa informe di analfabeti di ritorno capaci solo di contribuire al processo di accumulazione del capitale con tutte le conseguenze catastrofiche che oggi tale processo comporta, costituisce già oggi un attacco diretto alle basi stesse della democrazia in Italia. Così come la detenzione di Julian Assange per aver rivelato urbi et orbi i segreti sanguinosi del potere imperiale e lo sterminio dei giornalisti palestinesi da parte dell’apparato genocida israeliano significano la fine della democrazia sul piano internazionale.

Per contrastare questo fenomeni mortali occorre rilanciare la democrazia e la partecipazione dei popoli nel contesto di un nuovo assetto multipolare del pianeta che rappresenti la fine definitiva di ogni razzismo, colonialismo e imperialismo. Dobbiamo muoverci senza esitazioni su questa linea, nella consapevolezza che nessuna censura e nessun oscurantismo riusciranno ad attenuare un elemento incontrovertibile, e cioè che che il tempo maledetto dei Signori dell’Occidente sta fortunatamente per finire. Su questo la parte sana dell’Occidente deve potersi pronunciare ed agire efficacemente.