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Luxuria si racconta, dal primo rapporto con una donna al fidanzato di oggi fino alla storia con un politico di destra: “Ogni tanto mi lancia l’amo…”

L'ex deputata, attivista e scrittrice ha parlato di sé e del suo passato non tralasciando anche dettagli della sua primissima vita sessuale: "La mia prima esperienza sessuale? Avevo 11 anni e venni adescata da un pedofilo ultra 60enne"

Vladimir Luxuria, attualmente in tour nei teatri con Princesa, si è lasciata andare ad una lunga e intima intervista al Corriere Della Sera. L’ex deputata, attivista, scrittrice e personaggio televisivo ha svelato il nome del suo primo e unico amore femminile, ha raccontato il legame con l’attuale fidanzato Danilo (lei 58 anni, lui 37 ndr) e anche la prima esperienza sessuale da minorenne.

Avevo 11 anni e venni adescata da un pedofilo ultra 60enne. Eravamo sul lungomare in Puglia, mi offrì un gelato. Ricordo le caramelle zuccherose a forma di fragola”, ha raccontato Luxuria. Per poi continuare: “Non ci fu un rapporto completo, dopo ebbi voglia di rivederlo: ha presente la sindrome di Stoccolma? Continuammo. Poi lui, forse intuendo il pericolo, non si presentò a un appuntamento e finì. Ci rimasi male”.

Vladimir, foggiana, ha scelto di non completare la sua transazione sessuale: “Nei miei rapporti sessuali voglio anche l’appagamento, e dato che mi piace raggiungere l’orgasmo, non voglio privarmene”. Oggi, in occasione dell’intervista, rivela di aver amato nella sua vita una sola donna: “Nella mia vita ho amato solo una donna, Sara Slowley. La nostra era una relazione romantica, non abbiamo mai avuto un rapporto completo. Mi piaceva accarezzarla, baciarla, dormire abbracciati”. E ancora: “La nostra relazione durò tantissimi anni. Mi diceva: tu fai le tue storie, io le mie. Venne a Foggia e mia madre per un periodo pensò che io non fossi gay. Quando andavo in Inghilterra, mi portava ai concerti, mi ha fatto fumare lei la prima canna. Purtroppo è mancata per un tumore: quando l’ho saputo ho pianto per giorni. Il figlio mi ha invitata al matrimonio. Sara mi ha insegnato la libertà, l’amore per la musica, per l’arte”.

Il primo rapporto gay arrivò per Luxuria all’età di 16 anni con un ferroviere foggiano: “Mi voleva solo come passiva, non mi toccava neanche. Quando tornavo a casa mi masturbavo ripensando al rapporto che avevamo avuto”. E dopo? “Un compagno di istituto, che mi accettò con gli optional. Pure con lui, storia clandestina. Sia lui che il ferroviere, poi, si sono sposati”. A fare più “rumore” però, nella vita di Vladimir, è stata la relazione clandestina intrapresa con un politico di destra: “Fosse stato per lui staremmo ancora insieme e ogni tanto mi lancia l’amo, ma io non voglio più fare l’amante: lui era sposato. Ed era incauto: una volta venne a casa al Pigneto con l’auto blu e la scorta. I ragazzi fuori con le birre nascosero subito le canne. Però ne ho un ricordo bellissimo: era galante, passionale, disponibile”.

Oggi invece Vladimir è legata sentimentalmente a Danilo Zanvit Stecher, membro di un’associazione che si occupa di recupero di persone tossicodipendenti. I due, insieme da due anni, non amano definirsi coppia: “Non lo voglio chiamare fidanzamento, con lui siamo una coppia aperta non praticante. Ci piace pensare che potremmo avere altre storie, ma non le abbiamo”. Danilo, stando a quanto raccontato da Luxuria, è attratto da lei in quanto transgender: “Lui è omosessuale non integralista, abbiamo una storia romantica. Ai tempi aveva una compagna, non era sposato”. E ancora: “Danilo ha trentasette anni, ma ne dimostra meno. Allora mi tocca fare i trattamenti laser sul viso per compensare il gap”. L’intervista si chiude con alcuni problemi di burocrazia legati ai documenti di identità e alla società odierna: “Sui documenti sono Wladimiro Guadagno. Potrei cambiare, ma non gli ho mai dato importanza: sono una non binaria ante litteram. Però ho combattuto affinché chi volesse, potesse farlo”. Proprio per questo motivo Luxuria ha dovuto gestire negli anni problemi con il passaporto: “Una volta in Russia, Vladimir è come Gennaro a Napoli. E in Israele, perché temevano fossi una spia”. E dopo aver ricordato che “chi vuole mancarmi di rispetto mi chiama al maschile, come Pillon in un talk show recentemente”, Luxuria ha concluso l’intervista rispondendo alla domanda “capitolo prostituzione”: “Non sapevo se raccontarlo o no: sono un role model e non volevo indurre gli adolescenti a emularmi”.