Ambiente & Veleni

Le nostre tre proposte per un 2024 di cambiamento e ribellione per il clima

Ai movimenti come Extinction Rebellion spesso viene chiesto, anche in seguito alla Cop28, un commento sulla situazione attuale. I movimenti non pretendono di assurgere al ruolo di commentatori politici. XR, in particolare, è composto da persone comuni preoccupate per il cambiamento climatico, per la situazione del pianeta e per la concreta possibilità che la specie a cui apparteniamo, l’Essere Umano, possa estinguersi.

In funzione di questa preoccupazione il movimento ha elaborato, dal suo avvio, tre proposte e in base a quelle può provare ad analizzare la situazione attuale e a cercare delle tendenze.

Verità sulla situazione

Allo stato attuale, nonostante i numerosi studi e le evidenze scientifiche, non risulta che a livello governativo e mediatico si stia facendo veramente il necessario per dire la verità sul collasso ecoclimatico in corso, comprensivo dei tipping point superati. Coloro che dicono la verità sono spesso accusati di essere degli ecoteppisti. A livello italiano non vediamo grandi campagne informative sulla gravità della situazione, né investimenti sulla prevenzione alle catastrofi o sull’educazione a una vita ecologicamente responsabile.

Possiamo notare, in questo campo, un cambiamento da posizioni negazioniste a posizioni che potremmo chiamare riformiste: sembra che il greenwashing sia più interessante della semplice negazione, anche se sappiamo che le pratiche di compensazione della CO2 o l’abbellimento green dei prodotti non sono il centro del problema.

Azione immediata

XR chiede “che si fermi la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità e si portino allo zero netto le emissioni di gas serra entro il 2025”. La COP28 ha preso un accordo non vincolante per il 2050 sull’eliminazione dei combustibili fossili, il che non è necessariamente lo zero netto di emissioni si gas serra. Siamo su due piani molto lontani, mentre il pericolo è tangibile.

La Cop28 si è conclusa con un accordo che prevede un “impegno dei governi per un allontanamento dai combustibili fossili in modo da raggiungere lo zero netto di emissioni al 2050″, ma la mancanza di obiettivi intermedi che possano dare una guida e l’abolizione della formulazione “eliminazione dei combustibili fossili” lasciano intendere che l’emergenza non sia stata presa sul serio dai governi.

L’azione immediata a cui pensa XR fin dalla sua nascita è un radicale cambio di paradigma della società in tutti i suoi aspetti: ecologico, sociale, politico, economico, di relazioni umane. Per questo parliamo di sistema tossico.

Oltre la politica

Anche la recente Cop28 ha dimostrato che chi sta reggendo le sorti politiche del pianeta non è in grado di risolvere i problemi che ha contribuito a creare. La politica è ormai prigioniera di interessi economici e speculativi che ragionano solo in tema di profitto, e di profitto a corto termine. Bisogna ridare potere ai cittadini, alle persone comuni che vivono sulla loro pelle il problema e che possono cercare la soluzione senza i condizionamenti di cui soffre la classe politica e governativa.

La proposta delle assemblee dei cittadini è la proposta globale che XR sta portando avanti in ogni luogo dov’è presente. E’ una proposta necessaria a ricalibrare i pesi, a passare da una democrazia rappresentativa, di delega, a una democrazia partecipativa aleatoria, dove si compartecipa alle scelte dirimenti per la vita della collettività. E’ l’unica opzione, ad oggi, che consenta di rimettere al centro dell’agire politico il bene comune, la giustizia sociale, climatica e ambientale.

Al tempo stesso XR promuove la partecipazione attiva nei propri gruppi locali, con l’obiettivo di raggiungere un numero critico che possa concretamente influenzare le scelte della società. La partecipazione resta un nodo cruciale, il cambiamento sistemico va preteso, in massa, insieme, perché purtroppo viceversa da chi siede comodo in poltrona, dalle élite, non verrà mai concesso.

Ribellione

Per il 2024 XR vuole augurare a tutte e tutti di pretendere un cambiamento, di riconoscere il proprio potere decisionale e dargli spazio. Di riconoscere che, esattamente come non può esistere una crescita infinita in un mondo finito, ragion per cui si invoca un’economia circolare per consentire al pianeta e a chi lo abita una chance di sopravvivenza, allo stesso modo quella circolarità va cercata nelle relazioni e nelle dinamiche decisionali.

Un mondo basato su linee rette, che siano di verticalismo sociale, di potere piramidale o di produzione infinita, non ha più senso.
Ribelliamoci, insieme possiamo.