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Una sedia vuota per Mohammadi, vincitrice del Nobel per la Pace: “In Iran regime tirannico”

Sullo scranno della vincitrice del Premio Nobel per la Pace non c’era seduto nessuno. Narges Mohammadi a Oslo non è potuto andarci. L’attivista iraniana è detenuta dal 2021 nel carcere di massima sicurezza di Evin a Teheran e proprio da oggi in sciopero della fame. La donna, in occasione dell’evento, ha condannato il “regime religioso tirannico e misogino” dell’Iran attraverso un messaggio riportato dalla figlia. Nella cerimonia per ricordare Mohammadi è stata simbolicamente collocata una sedia vuota, dietro la quale è stato posto una foto, scelta dalla stessa attivista, che la mostra sorridente e in abiti colorati.

Sono stati i figli della donna, i gemelli Kiana e Ali di 17 anni, a ritirare il premio e leggere il discorso di ringraziamento scritto dalla madre. I figli di Mohammadi vivono in esilio a Parigi con il padre e già nei giorni scorsi i figli si erano resi portavoce dell’attivista e, in una conferenza stampa tenutasi sabato a Oslo, Kiana Rahmani aveva letto un messaggio in cui Mohammadi elogiava il ruolo svolto dai media internazionali nel “trasmettere al mondo la voce dei dissidenti, dei manifestanti e dei difensori dei diritti umani”.

La ragazza ha raccontato di avere poche speranze di rivedere sua madre: “Forse la rivedrò tra 30 o 40 anni, ma credo che non la rivedrò più. Ma non importa, perché mia madre vivrà sempre nel mio cuore, valori per i quali vale la pena lottare”. Sono stati invece il fratello e il marito di Mohammadi a dichiarare ai giornalisti a Oslo il nuovo sciopero della fame dell’attivista, in solidarietà con la minoranza religiosa bahà’i. Nella stessa occasione il marito, Taghi, ha dichiarato di non vedere la moglie ormai da 11 anni. I figli, invece, non vedono Mohammadi da 7 anni.

Narges Mohammadi è la 19esima donna a vincere il Premio Nobel per la Pace e la seconda iraniana dopo l’attivista per i diritti umani Shirin Ebadi, premiata nel 2003. È la quinta volta nei 122 anni di storia del premio che il Nobel per la pace viene assegnato a una persona in carcere o agli arresti domiciliari. Gli altri premi Nobel verranno consegnati domenica prossima in cerimonie separate a Stoccolma, in Svezia.