Diritti

Educazione alle relazioni, ecco il trio voluto da Valditara: l’ex deputata Pd Concia, suor Alfieri e Zerman (che fu candidata con Adinolfi)

Non solo l’ex deputata Pd Anna Paola Concia. A guidare il progetto di educazione alle relazioni nelle scuole del ministro all’Istruzione Giuseppe Valditara, ci saranno anche suor Anna Monia Alfieri e l’avvocata dello Stato ed ex candidata per il Popolo della famiglia di Mario Adinolfi Paola Zerman. L’annuncio è stato fatto durante l’audizione del leghista davanti alla commissione d’inchiesta sui femminicidi: il leghista costretto di nuovo a dare giustificazioni per il ruolo del suo consulente Alessandro Amadori, travolto dalle polemiche per le sue teorie su una presunta “guerra dei sessi”, ha rilanciato dicendo che a occuparsi del progetto saranno tre donne. Davanti ai parlamentari ha annunciato solo il nome di Concia, scatenando le proteste di conservatori e anti-abortisti. Salvo poi far trapelare che, a fianco della ex parlamentare nota per il suo attivismo per i diritti lgbtqi+ (ma anche per le sue critiche alla legge Zan), ci saranno due esponenti di peso dello schieramento opposto e di cui una religiosa.

Le perplessità non sono solo a destra. Come potrà Concia mediare con chi ha posizioni diametralmente opposte? E farlo sull’educazione? Fanno trapelare da sinistra. Al fianco dell’ex parlamentare Pd ci sarà infatti suor Anna Monia Alfieri, religiosa delle Marcelline e membro della Consulta Pastorale Scolastica CEI. Da anni è in prima fila per la tutela delle scuole paritarie, autrice di vari libri per quello che definisce la necessità di un “pluralismo scolastico”. Ma non solo: è anche volto televisivo noto perché è spesso ospite di Quarta Repubblica e dei programmi tv di Rete4 dove partecipa come opinionista su giovani ed educazione. Tra le ultime ospitate quella sul femminicidio di Giulia Cecchettin, dove ha parlato dei “no che le famiglie devono imparare a dire”, subito rilanciata dalla leghista Silvia Sardone su Tik Tok. Alfieri è stata tra le grandi oppositrici del ddl Zan: intervistata dai Pro Vita, disse che la legge voleva “imporre il pensiero unico nelle scuole” e negò che tra i banchi ci potessero essere episodi omofobi: “Anche io sono stata presa in giro”, disse. “Queste sono le sfide della vita”. Sfide a cui i ragazzi vanno preparati, secondo suor Alfieri, con “l’educazione cattolica” che è “educazione alla cura”.

Insiema a Concia e a suor Alfieri, ci sarà poi Paola Zerman, anche lei molta vicina al mondo cattolico. Avvocata generale dello Stato, è stata candidata nel 2018 per il Popolo della famiglia, partito fondato da Mario Adinolfi e ispirato all’esperienza del Family Day. Non venne eletta, ma durante la campagna elettorale rilasciò interviste per dire che la sua corsa era in tutela della famiglia, come “cardine della società tutta e tutelata dalla Costituzione”. Parole in linea con quelle del suo leader Adinolfi, noto per le sue posizioni anti-abortiste, per la famiglia tradizionale e contro una fantomatica “teoria gender”. Dal 2021 è presidente della Commissione per le politiche Antidroga e dal 2022 è consulente per la ministra per la Disabilità Locatelli. Da febbraio scorso Zerman è diventata coordinatrice del gruppo di lavoro sulle scuole paritarie presso il ministero dell’Istruzione, quindi voluta e chiamata proprio da Valditara.

Sparito (o meglio nascosto) Amadori, in prima fila ci saranno quindi le tre donne. Due esponenti del mondo cattolico e una della sinistra. Concia è stata infatti parlamentare a Montecitorio dal 2008 al 2013. Fu tra le promotrici dell’inserimento dell’aggravante omofoba per alcuni reati, ma la proposta non venne mai approvata. E subì varie critiche per la poca efficacia della sua proposta. Sempre Concia fece molto discutere ai tempi della discussione sulla legge Zan sull’omotransfobia perché la definì “divisiva” e chiese di escludere “la misoginia” dal testo tra gli apprezzamenti del centrodestra e le critiche della sua stessa parte. Fu poi costretta a prendere le distanze dalla Lega che la rilanciava come esempio del fatto che la legge non convincesse nemmeno a sinistra, ma quelle dichiarazioni non sono mai state dimenticate. Nel suo curriculum politico c’è anche il ruolo da assessora per la giunta Nardella a Firenze e le è stata più volte rinfacciata la sua vicinanza al mondo renziano. Attualmente è responsabile di Didacta Italia, fiera sulla scuola del futuro nata in Germania. Valditara in commissione ha detto che lavorano insieme dall’inizio del progetto, ma solo ora Concia, ha detto, ha deciso di esporsi pubblicamente.

A chi fa notare l’inconcialiabilità delle tre figure per poter parlare di un progetto scolastico, le tre nominate hanno risposto con una nota congiunta: “Ci sono temi che dovrebbero unire tutti senza distinzioni di colore politico o appartenenza culturale”, hanno dichiarato all’agenzia Ansa. “Uno di questi è la lotta alla violenza contro le donne. Purtroppo anche su questo tema si è assistito troppo spesso a polemiche strumentali e divisive che non servono alla causa. Il ministro Valditara ha scelto di mettere insieme tra i garanti della sua proposta, con pari ruolo, tre donne diversissime per appartenenza culturale, ma sinceramente consapevoli che è arrivato il momento di un grande sforzo unitario”. E chiudono: “Abbiamo accettato di metterci al servizio di un progetto equilibrato, serio e utile per le ragazze e i ragazzi, basato sul dialogo. A partire da noi tre, tre donne così diverse”. Nessun dubbio per Concia, suor Alfieri e Zerman che riusciranno a lavorare insieme. Restano i dubbi di tutti gli altri, da destra a sinistra.