Cultura

Ana María Rodas, quando la poesia fa scandalo (traduzione di Emilio Coco)

Negli anni Cinquanta si sviluppa una vena esistenziale molto importante per lo sviluppo della poesia guatemalteca e tra i vari poeti che la coltivano appaiono i nomi di diverse donne, le cui proposte femministe finiranno per essere acuite e portate all’estremo da Ana María Rodas che, attraverso una scrittura contestatrice e polemica, volutamente provocatoria, si prende burla dell’intellettualità maschile che difende a parole la rivoluzione e pratica la tirannia nell’ambito domestico. La poetessa mette al nudo il suo mondo interiore, la sua esperienza sessuale, le emozioni segrete, costruendosi una nuova identità. Lo svelamento del corpo e delle sue pulsioni si convertono in una destrutturazione degli schemi comportamentali imposti alla donna. La sua poesia produce scandalo e l’autrice viene accusata di volgarità e pornografia.

E. C.

APROVÉCHAME AHORA, CUANDO TE PERTENEZCO.
Eso me gusta, sigue.
Muérdeme un poco más los pechos.
Recorre mi cuerpo con tu lengua tibia suave.
Crece dentro de mí
lo necesito.
Empápame con fuerza
y escúchame gemir
anunciando mi nuevo nacimiento

*

APPROFITTANE ADESSO CHE TI APPARTENGO.
Mi piace, continua.
Mordimi un po’ di più i seni.
Percorri il mio corpo con la tua lingua tiepida soave.
Cresci dentro di me
ne ho bisogno.
Inzuppami violentemente
e ascoltami gemere
annunciando la mia nuova nascita

***

MIRA,
con estas manos jugué a las muñecas
y juego a ser mujer.

Las uso para comer o desnudarme.

Para estrechar
con pasión y ternura
tus testículos
–dos mundos de misterio‒
tu pelo y tu silencio.

Pero también me sirven
para hundirte los ojos
para rasgar tu carne
y para hacer cicatrices profundas en tu cerebro.

*

GUARDA,
con queste mani giocavo con le bambole
e gioco a fare la donna.

Le uso per mangiare o per spogliarmi.

Per stringere
con passione e tenerezza
i tuoi testicoli
‒ due mondi di mistero ‒
i tuoi capelli e il tuo silenzio.

Ma mi servono anche
per affondarti gli occhi
per straziarti la carne
e per procurarti profonde cicatrici nel cervello.

***

ASUMAMOS LA ACTITUD DE VÍRGENES.
Así
nos quieren ellos.

Forniquemos mentalmente
suave, muy suave
con la piel de algún fantasma.

Sonriamos
femeninas
inocentes.

Y a la noche, clavemos el puñal
y brinquemos al jardín,
abandonemos
esto que apesta a muerte.

*
ASSUMIAMO L’ATTEGGIAMENTO DA VERGINI.
Così ci vogliono loro.

Fornichiamo mentalmente
dolcemente, molto dolcemente
con la pelle di qualche fantasma.

Sorridiamo
femminili
innocenti.

E la notte, piantiamo il pugnale
e saltiamo nel giardino,
abbandoniamo
questo puzzo di morte.

***

LA GRAMÁTICA MIENTE
(como todo invento masculino)
Femenino no es género, es un adjetivo
que significa inferior, inconsciente, utilizable,
accesible, fácil de manejar,
desechable. Y sobre todo
violable. Eso primero, antes que cualquier
otra significación preconcebida.

*

LA GRAMMATICA MENTE
(come ogni invenzione maschile)
Femminile non è genere, è un aggettivo
che significa inferiore, incosciente, utilizzabile,
accessibile, facile da maneggiare,
usa e getta. E soprattutto
violentabile. Questo soprattutto, prima di ogni
altro significato prestabilito.

***

LAVÉMONOS EL PELO
y desnudemos el cuerpo.

Yo tengo y tú también
hermana
dos pechos
y dos piernas y una vulva.

No somos criaturas
que subsisten con suspiros.

Ya no sonriamos
ya no más falsas vírgenes

Ni mártires que esperan en la cama
el salivazo ocasional del macho.

*

LAVIAMOCI I CAPELLI
e spogliamo il corpo.

Io ho e anche tu
sorella
due seni
e due gambe e una vulva.

Non siamo creature
che vivono di sospiri.

Non più sorrisi
non più false vergini

Né martiri che aspettano nel letto

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Ana María Rodas (Città del Guatemala, 1937) è poeta, narratrice, giornalista ed è stata professoressa di letteratura e giornalismo in varie università del suo paese. Ha pubblicato, fra gli altri, i libri di poesia Poemas de la izquierda erótica (1973), Cuatro esquinas del juego de una muñeca (1975), El fin de los mitos y los sueños (1984), La insurrección de Mariana (1993), Recuento (1998) e Estas desnudas playas (2015). Nel 2000 ottiene il Premio Nazionale di Letteratura Miguel Ángel Asturias. Nel 2006 le viene conferito l’Ordine “Vicenta Laparra de la Cerda” per la sua opera letteraria e la sua attività giornalistica. Il 9 settembre del 2017 viene nominata Persona Illustre per il suo contributo alla letteratura universale.