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Perché gli Stati Uniti all’Onu hanno votato no alla risoluzione del Brasile sulla “tregua umanitaria” alla Striscia di Gaza

Gli Usa hanno bloccato con il veto la bozza del Consiglio di Sicurezza Onu preparata dal Brasile che chiedeva una “tregua umanitaria” nel conflitto tra Israele e Hamas per consentire l’accesso degli aiuti alla Striscia di Gaza. Il testo, a differenza di quello russo che non è passato al voto lunedì, “condanna inequivocabilmente gli atroci attacchi terroristici di Hamas“, e ha ottenuto 12 voti a favore, il no degli Usa, e due astensioni, Russia e Gran Bretagna. L’ambasciatore statunitense Linda Thomas-Greenfield ha dichiarato dopo il voto che il presidente Joe Biden è nella regione per impegnarsi nella diplomazia “e abbiamo bisogno che la diplomazia si svolga”. L’ambasciatrice ha criticato la risoluzione per non aver detto nulla sul diritto di Israele all’autodifesa.

La bozza di risoluzione presentata dal Brasile è stata negoziata per giorni nel tentativo di ottenere il via libera. Il testo chiedeva anche “il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi“, e sollecitava Israele, senza nominarlo, a “revocare l’ordine di evacuazione delle aree nel nord di Gaza e di trasferirsi nella zona meridionale della Striscia”. Il testo brasiliano, nello specifico, chiedeva il “cessate il fuoco umanitario per consentire un accesso umanitario completo, rapido, sicuro e senza ostacoli alle agenzie umanitarie delle Nazioni Unite e ai loro partner, il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi civili in sicurezza e con un trattamento dignitoso nel rispetto del diritto internazionale”. Inoltre, si legge nella bozza, “condanna fermamente ogni violenza e ostilità contro i civili e ogni atto di terrorismo, respinge e condanna inequivocabilmente gli atroci attacchi terroristici di Hamas avvenuti in Israele a partire dal 7 ottobre 2023 e la detenzione di ostaggi civili, esorta tutte le parti a rispettare pienamente i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale“. Infine, “sollecita l’immediata revoca dell’ordine imposto ai civili e al personale Onu di evacuare tutte le aree nel nord della Striscia di Gaza“.

Si trattava di una risoluzione sponsorizzata dal Brasile dopo che i membri del Consiglio avevano già respinto nei giorni scorsi due emendamenti russi: uno che chiedeva un “cessate il fuoco umanitario” e l’altro che condannava gli attacchi indiscriminati contro i civili e gli “oggetti civili” a Gaza, tra cui ospedali e scuole. Per passare, il documento aveva bisogno di almeno nove voti a favore e nessun veto da parte dei membri permanenti (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Cina e Russia).

Invece è arrivato il blocco da parte di Washington. “Il viaggio del presidente Joe Biden nella regione è una chiara dimostrazione che gli Usa sono impegnati al livello più alto” sul conflitto tra Israele e Hamas “per arrivare al rilascio degli ostaggi, per evitare che il conflitto si allarghi e per ribadire il bisogno di proteggere i civili“, ha detto l’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas-Greenfield, dopo il veto posto alla bozza del Brasile. “Siamo sul terreno portando avanti il duro lavoro della diplomazia, e mentre riconosciamo il desiderio del Brasile di votare il testo, noi crediamo che bisogna lasciare lavorare la diplomazia – ha aggiunto – specialmente quando il segretario generale Guterres, il presidente Biden, il segretario di stato Blinken e attori regionali sono impegnati in un intenso dialogo sui temi in discussione qui oggi”. Thomas-Greenfield ha poi ribadito che gli Usa “sono delusi” dal fatto che “questa bozza non menzioni il diritto di Israele a difendersi“.