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Moby Prince, via libera alla terza commissione d’inchiesta: dovrà “cercare” la terza nave nella notte del disastro

La Camera dei Deputati ha approvato l’istituzione di una nuova Commissione d’inchiesta sulla strage del Moby Prince con 282 voti favorevoli e tre soli astenuti. Il testo unitario nato sulla proposta avanzata da Pietro Pittalis (Forza Italia) ha raccolto adesioni da tutte le forze politiche. “Siamo qui per colmare un vuoto di verità e quindi un vuoto di giustizia dopo oltre trent’anni”, ha dichiarato il relatore e possibile futuro presidente della Commissione d’inchiesta ringraziando i presenti e il senatore Manfredi Potenti per il ritiro dell’analoga proposta al Senato che ha facilitato la quadra politica sul via libera di oggi alla Camera.

Prenderà avvio quindi la terza inchiesta parlamentare consecutiva nelle ultime tre legislature sulla più grande tragedia della marineria italiana in epoca repubblicana avvenuta la notte tra il 10 e l’11 aprile 1991 davanti al porto di Livorno e costata la vita a 140 persone imbarcate sul traghetto Nav.Ar.Ma., oggi Moby spa. Un evento rimasto senza colpevoli nel suo lungo iter giudiziario, caratterizzato dalla collisione tra il traghetto e la petroliera statale Agip Abruzzo ancora non pienamente chiarita nella dinamica e al centro di una clamorosa omissione di soccorso pubblico mai pienamente indagata dalla magistratura italiana per l’accertato errore di attribuzione di tempi di sopravvivenza ristretti alle vittime, che invece, come ricordato da Pittalis e secondo le risultanze di una perizia medico legale del 2018, attesero per ore un aiuto risolutivo mai intervenuto da parte delle autorità preposte Capitaneria di Porto di Livorno e Marina Militare.

La Camera dei Deputati tornerà quindi a cercare di “fare piena luce” su questo evento, come da indirizzo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dato in un celebre messaggio pubblico del 2021, ad un evento ancora senza colpevoli per la magistratura italiana, al centro da cinque anni di una nuova indagine parallela per strage curata nel massimo riserbo dalla Dda di Firenze e dalla procura di Livorno proprio a seguito delle risultanze della prima inchiesta parlamentare in Senato terminata nel 2018.

Salutano l’approvazione con soddisfazione i familiari delle vittime: “Ringraziamo tutti i gruppi parlamentari e il presidente Fontana per essere arrivati a questo traguardo e ci auguriamo che la nuova commissione di inchiesta sulla strage sia al più presto operativa in modo da completare il lavoro fatto fin qui nelle scorse legislature e mettere così la parola fine su questa tragica vicenda”, dicono i presidenti delle associazioni dei familiari delle vittime 10 aprile e 140, Luchino Chessa e Nicola Rosetti.

La terza Commissione d’inchiesta consecutiva sulla strage Moby Prince, sarà concentrata su due aspetti cruciali della ricostruzione ancora oggi ignoti citati da Pittalis nel suo discorso: l’identità della terza nave che avrebbe obbligato il traghetto ad una rotta di collisione con la petroliera Agip Abruzzo, secondo quanto ipotizzato nelle conclusioni dell’ultima inchiesta parlamentare, e le motivazioni del mancato coordinamento del soccorso verso le vittime del traghetto operato da Capitaneria di Porto prima e Marina Militare poi, nella figura di Maridipart La Spezia. Sullo sfondo degli accertamenti l’approfondimento relativo all’accordo assicurativo che il 18 giugno 1991, a soli due mesi dai fatti, mise d’accordo le compagnie armatoriali coinvolte per canalizzare gli sforzi verso i risarcimenti ai familiari delle vittime previa sottoscrizione di una quietanza con cui si precludevano la possibilità di essere parti offese nel processo penale.