Cronaca

Il comune di Pavia ferma lo scambio di oggetti usati nel centro giovanile: “Non rispetta il decoro e la sicurezza”

“Con grande dispiacere comunichiamo che, per decisione dell’amministrazione comunale, il centro del riuso del centro Comes è sospeso. Per questo non sarà più possibile ritirare alcun oggetto. Se qualcuno fosse interessato a prendere qualcosa prima della chiusura, c’è tempo fino a domani 29 settembre alle 13”. È il testo del post sul profilo Facebook dell’associazione di volontariato e solidarietà familiare Babele, che da oltre vent’anni opera a Pavia. Dal 2013, gestiscono per conto del Comune anche Comes, un centro di aggregazione giovanile comunale in un quartiere popolare a ovest della città.

Quattro anni fa il presidente Giuseppe Costanza e gli altri soci hanno avuto un’idea che si è dimostrata di successo: aprire, all’interno di Comes, l’angolo del riuso, un luogo dove portare e prendere gratuitamente giocattoli, vestiti, libri, piccoli elettrodomestici.

Un’idea che nel tempo si è mostrata non solo essere d’aiuto a chi aveva più bisogno ma anche un messaggio educativo per i ragazzi tant’è che oggi a fruire di questo servizio sono anche persone che non hanno necessità economiche ma che lo fanno per puro spirito ambientalista. A far abbassare le serrande a questa esperienza nei giorni scorsi ci ha pensato l’amministrazione comunale. “Ci hanno detto – spiega Costanza a ilfattoquotidiano.it – che assolutamente non era il caso di tenerlo aperto per questioni legate alla sicurezza, al decoro e perché quei locali devono essere ad uso esclusivo dei giovani”.

Inutile ogni trattativa. D’altro canto, Anna Zucconi, l’assessore ai servizi sociali sulla stampa locale ha detto che “non è quello il luogo per tenere merci. L’attività educativa a sostegno dei minori è la priorità e l’angolo del riuso c’entra poco con il progetto. Anzi non c’entra nulla”. Peccato – a detta di Babele e di molti suoi sostenitori – che il membro della giunta non abbia colto proprio il messaggio che quel posto dava anche ai più giovani e ai bambini.

“Fino a pochi giorni fa – spiega Costanza – l’amministrazione (che è sempre stata la stessa, ndr) non si era mai opposta. Aveva pubblicizzato l’iniziativa anche sul sito del Comune. Da loro non erano mai arrivati fondi per questa causa, ma il tutto era finanziato da un bando Cariplo e grazie al volontariato”. L’associazione non ha intenzione di aprire una controversia con l’amministrazione: “Per scelta non abbiamo mai condotto battaglie, ma operato attivamente. Non vogliamo metterci contro, non vogliamo arrivare uno scontro. Abbiamo già liberato lo spazio come hanno voluto, nonostante il dispiacere di molte persone”.

Costanza e i volontari, tuttavia, sperano che l’assessore torni sui suoi passi per riaprire l’angolo del riuso e permettere ancora a molte persone di non buttare ciò che hanno in casa e ad altri di non comprare inutilmente nuovi oggetti. Costanza nei prossimi giorni incontrerà Zucconi con l’intento di riuscire a trovare una soluzione.