Cronaca

“La Tunisia non è un Paese sicuro”. Dai giudici di Firenze nuovo schiaffo al governo: annullata l’espulsione di un richiedente asilo

“La grave crisi socioeconomica, sanitaria, idrica e alimentare, nonché l’involuzione autoritaria e la crisi politica in atto” in Tunisia “sono tali da rendere obsoleta la valutazione di sicurezza compiuta a marzo dal governo italiano”. Dopo il no al trattenimento di quattro richiedenti asilo arrivato da Catania, un’altra decisione giudiziaria smonta le politiche migratorie dell’esecutivo Meloni. Come racconta La Stampa, il Tribunale di Firenze ha accolto il ricorso di un migrante tunisino a cui il Viminale aveva negato la protezione umanitaria, annullando il provvedimento di espulsione e riconoscendogli “il diritto a permanere sul territorio nazionale“. Il motivo? Secondo i magistrati, il Paese nordafricano non può essere considerato sicuro, nonostante compaia nella lista aggiornata (e ampliata) dal ministero degli Esteri l’ultima volta a marzo 2023. E perciò i suoi cittadini non possono essere espulsi con procedura accelerata.

Il Tribunale toscano – riporta La Stampa – ritiene infatti di dover fornire “una garanzia di legalità supplementare” rispetto alla mera verifica dell’inserimento dello Stato nella lista, in ossequio alle norme internazionali e costituzionali. “Il sacrificio dei diritti dei richiedenti asilo”, si legge infatti, “non esonera il giudice dal generale obbligo di verifica e motivazione in merito ai profili di sicurezza del Paese”. E nel caso specifico, scrivono i giudici citando ong e media internazionali, “la Tunisia è investita da una grave crisi democratica, con una significativa concentrazione di tutti i poteri in capo al presidente Kais Saied“, il quale nei giorni scorsi “ha unilateralmente destituito 57 giudici”. Inoltre, come “ulteriore rilevantissimo profilo”, l’Onu ha denunciato le “condizioni terribili” a cui vengono costretti gli stranieri che chiedono asilo in Tunisia. Per questo la valutazione del governo sulla sicurezza del Paese è da considerarsi anacronistica. Un nuovo schiaffo ai piani della premier, che punta tutto sugli accordi di rimpatrio con la Tunisia per risolvere la crisi migratoria.