Cinema

Giovanna Mezzogiorno: “Scartata da molte registe per il mio peso. Poi sono entrate in campo le leggende, dicevano che ero malata”

Intervistata da Repubblica, Mezzogiorno ha ricordato che nel cinema “conta sicuramente l’aspetto fisico, sarei una ipocrita se dicessi il contrario”

Il corpo ha una centralità opprimente per le donne. In occasione della presentazione del suo cortometraggio Unfitting, Giovanna Mezzogiorno torna a parlare del complesso rapporto tra il corpo delle donne e il mondo dello spettacolo. Intervistata da Repubblica, Mezzogiorno ha ricordato che nel cinema “conta sicuramente l’aspetto fisico, sarei una ipocrita se dicessi il contrario”. “Un attore è un personaggio di cui un pochino il pubblico si deve innamorare. Ma nel corso della mia carriera difficilmente è stata esaltata la mia prestanza fisica, non ho mai fatto ruoli che mettessero in risalto l’avvenenza, sempre poco trucco, semplici, quotidiani, normali”, ha spiegato la figlia del celebre attore Vittorio. L’interprete de La finestra di fronte ricorda ed elogia la libertà di mostrarsi che possiedono naturalmente i bambini e poi spiega che ha avuto un’infanzia bellissima e quando era piccola un buon rapporto con il suo corpo: “ero piccolissima, un grillo, però ho avuto un rapporto buono con il mio corpo. Fino a quando non ho iniziato a capire che la bellezza veniva anteposta alla bravura. Mi ha sconvolto”.

Unfitting, il corto che Mezzogiorno ha diretto in collaborazione con Silvia Grilli, direttrice di Grazia, verrà presentato alla Festa di Roma e mostra con ironia l’impatto che l’aspetto fisico ha sulla vita di un’attrice. L’attrice confessa di essere stata allontanata dal mondo del cinema perché la sua fisicità non corrispondeva a certi canoni estetici. “Sì, non mi ero resa conto di quanta falsità ci fosse intorno a me, registe che inneggiano di essere dalla parte delle donne e non lo sono affatto. In tanti hanno addirittura chiuso i rapporti. Poi sono entrate in campo le leggende, che ero malata e tanti altri mi hanno scansata. Non importa, meglio. Alla fine è una presa di coscienza del fatto che le persone ti stimano e ti vogliono finché corrispondi alla loro idea e al loro canone. Non è che rendersene conto sia il massimo. Pian piano realizzi che è così. Ma non sono tutti così, molti mi vogliono bene. Ma nel film racconto una cosa oggettiva”. Unfitting è interpretato da Carolina Crescentini, Ambra Angiolini e Fabio Volo.