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La Guardia costiera algerina uccide due turisti, uno è francese. Il racconto del sopravvissuto: “Sapevano che eravamo civili”

La Guardia costiera di Algeri ha sparato contro quattro vacanzieri marocchini che avevano leggermente sconfinato in acque territoriali algerine causando la morte di due di loro e arrestandone un terzo. La dinamica dell’episodio per ora è stata ricostruita solo da un sopravvissuto nel silenzio delle capitali, alle prese con un potenziale nuovo attrito nei già tesissimi rapporti fra i due Paesi. Questa la storia: i quattro – due di quali residenti in Francia – martedì pomeriggio verso le 16 si ritrovano sulla spiaggia per divertirsi con le moto d’acqua. Due sono fratelli, un terzo è loro cugino e sono in vacanza a Saidia, località di villeggiatura al confine con l’Algeria: basta una corrente un po’ più forte perché il gruppo di quattro jet-ski finisca al largo, in acque territoriali algerine, dove la guardia costiera spara (difficile immaginare che pensasse si trattava di pericolosi contrabbandieri). È certo comunque che ci sono due morti: Bilal Kissi, 29 anni, il cui corpo viene ritrovato da un pescatore al largo di Saidia il giorno dopo; e Abdelali Merchouer, 40 anni, il cugino, che ufficialmente risulta ancora disperso. Poi c’è un arresto, quello di Smail Snabè, finito in carcere in Algeria.

Finora l’unico testimone accessibile è Mohammed Kissi: il fratello maggiore di Bilal ha raccontato che mentre le moto erano alla deriva perché rimaste senza carburante, “un gommone nero si è avvicinato e numerosi colpi d’arma da fuoco hanno centrato mio fratello. Una pallottola ha raggiunto anche Abdelali. Il gommone – ha continuato il sopravvissuto – ha poi speronato l’altra moto, sulla quale c’era Smail”. Mohammed invece si è gettato in acqua e, dopo una lunga nuotata controcorrente, è stato salvato dalla Guardia costiera marocchina. Secondo lui, i guardacoste algerini “si erano perfettamente resi conto che eravamo civili e che ci eravamo persi: mio fratello ha potuto parlare con loro quando si sono avvicinati col gommone”.

Finora non è stata fornita alcuna versione ufficiale da parte delle autorità anche se il Marocco ha aperto un’inchiesta e la Francia ha confermato la morte di un cittadino francese e la detenzione di un altro.
L’incidente arriva in piena crisi diplomatica tra Marocco e Algeria: è dall’agosto del 2021 infatti che Algeri ha interrotto ogni relazione con Rabat. La tensione è creata soprattutto dal Sahara Occidentale, conteso dai due Paesi dopo la partenza degli spagnoli: per l’Onu è un territorio autonomo ma il Marocco, che con la marcia verde del 1975 ne ha rivendicato il possesso, propone un’autonomia sotto la propria sovranità. Il Fronte Polisario, che deriva dal movimento di liberazione del Sahara ed è sostenuto dall’Algeria, vorrebbe invece un referendum di autodeterminazione sotto l’egida delle Nazioni Unite.