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Terremoto del Centro Italia, è scontro sui risarcimenti assicurativi: il comune di Camerino ha portato Unipol in tribunale

Un milione e settecentocinquantamila euro. È la somma di denaro che, dal terremoto del 2016 in poi, divide il Comune di Camerino dal suo assicuratore, UnipolSai. Li divide talmente tanto che l’ente marchigiano si è rivolto al Tribunale di Macerata per avere quello che ritiene gli spetti di diritto a saldo della liquidazione dei danni subiti per il sisma di sette anni fa che ha devastato le Marche silenziando buona parte dei paesi distrutti che ancora oggi attendono la ricostruzione.

Come Camerino, appunto, il cui centro storico tace da sette anni. Il solo Comune ha subito danni per oltre 12 milioni di euro al proprio patrimonio immobiliare che include il Municipio, ma anche le sedi delle scuole, del Museo, la biblioteca e dei vari servizi della comunità. Tuttavia l’ente aveva stipulato una polizza assicurativa con UnipolSai, dopo che la compagnia aveva vinto un bando e sottoscritto un contratto a misura del comune dell’alto maceratese.

Includendo la garanzia per i casi di danni provocati da terremoto che si paga a parte. Una scelta cosiddetta virtuosa che da qualche anno viene incoraggiata dallo Stato sia per gli enti pubblici che per i privati, visto che siamo in un Paese ad alto rischio di eventi catastrofali. L’obiettivo è chiaramente di alleggerire il costo pubblico dei danni, facendo svolgere alle assicurazioni una sorta di servizio pubblico, ma anche quello delle singole polizze per il principio per cui se ci assicuriamo tutti le compagnie statisticamente rischiano di meno e i prezzi dei premi scendono.

Tuttavia è proprio sull’estensione di polizza relativa al terremoto che casca l’asino. Nel senso che a valle di una perizia congiunta tra le parti che ha stimato appunto in 12 milioni di euro il danno subito dal Comune, Unipol ha ritenuto che il risarcimento dovesse fermarsi ai 3 milioni che sono già stati versati, mentre il Comune sostiene che ai termini di polizza l’importo dovuto arrivi a 4,75 milioni di euro. Da cui la somma di 1,75 milioni che divide le due parti. Ma come si arriva a questo calcolo?

Per il Comune di Camerino, fa sapere la compagnia, UnipolSai sta gestendo due sinistri legati al terremoto del 2016 il primo relativo all’evento dal 24/08/2016, il secondo relativo ai due eventi rispettivamente del 26 e 30/10/2016. “I danni derivanti da questi eventi sono stati oggetto di una complessiva valutazione. Per UnipolSai la somma dovuta era pari a complessivi € 3.000.000, da ritenersi rappresentativi della massima esposizione della Compagnia per annualità assicurativa, relativamente alla garanzia “Terremoto” e quindi inclusivi di qualsiasi voce di spesa, comprese quelle relative a spese di demolizione e sgomberi, perdita di pigioni e altro, come specificato all’interno della polizza”, sostiene via Stalingrado. Una forzatura, secondo Camerino che ricorda come il tetto della polizza (lo stop loss) sia di 15 milioni di euro e sostiene che l’indennizzo per il terremoto non possa assorbire le altre garanzie.

In altre parole la polizza ha varie garanzie e partite assicurate. Ciascuna ha da una parte un prezzo correlato al rischio, che compone il premio che l’assicurato paga, dall’altra un risarcimento massimo, con la somma delle parti che in questo caso non può superare i 15 milioni di euro.

Secondo l’interpretazione di Unipol, il verificarsi dell’evento terremoto previsto da un’estensione della garanzia, ha assorbito tutte le altre coperture della polizza, che pure ci sono in ogni evento catastrofale, che sia un terremoto o un alluvione, come le spese di sgombero delle macerie o il mancato incasso di affitti o altre voci normalmente presenti in questi contratti, tipo la tutela legale, il perito, i danni al mobilio o alle opere d’arte e via dicendo. Così la compagnia delle coop abbassa il tetto complessivo del risarcimento a 3 milioni di euro. Ed esclude le spese di salvataggio (o di messa in sicurezza) che sono per legge fuori dal computo totale, perché a dire della compagnia sarebbero state fatte tardivamente, anche se il territorio è stato zona rossa per diverso tempo e la messa in sicurezza andava fatta… in sicurezza.

Camerino invece divide i valori dei danni subiti tra le varie garanzie che contano ognuno per sé, fermo restando il tetto complessivo al risarcimento della polizza che è di 15 milioni. Così oltre ai 3 milioni di danni da terremoto, ci sono anche le spese di demolizione e sgombero delle macerie che si avvicinano al milione di euro e che sono appunto il cuore della discordia. Oltre alla messa in sicurezza. Comunque vada con la sentenza attesa per il prossimo autunno, è certo che si tratterà di un importante precedente. Per gli assicurati e per gli assicuratori, visto che Camerino non è il solo comune terremotato assicurato con Unipol e l’attesa per l’esito della causa è alta.