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Tassa extraprofitti, lite Giacalone-Sisto: “State zitti per una settimana e tirate fuori il testo”, “La sua lezioncina è imprudente”. Su La7

Momenti di visibile imbarazzo per il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che nella trasmissione Omnibus (La7) si rende protagonista di una vivace querelle col direttore de La Ragione, Davide Giacalone.
Il giornalista esordisce rivolgendosi a Sisto e stigmatizzando duramente il pasticcio politico del governo Meloni in merito alla tassa sugli extraprofitti delle banche: “Si è creata una situazione allucinante e grave. Oggi c’è un’intervista del Giornale al vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Tajani, che dice: ‘La norma va scritta bene’. Ma la norma è stata scritta o no?“.

Giacalone spiega: “Se la norma è stata scritta, allora è condivisa dal vicepresidente del Consiglio e ministro Tajani perché vige il secondo comma dell’art. 95 della Costituzione e quindi la responsabilità in Consiglio dei ministri è collegiale. Se è stata scritta, non può essere corretta. Se non è stata scritta, il presidente della Repubblica non può firmare alcun decreto perché manca l’atto fondamentale, cioè l’approvazione in Consiglio dei ministri. Se è stata scritta e adesso si dice che va riscritta dal Parlamento, allora siamo alla follia“.
Il giornalista poi evidenzia alcune falle concettuali del provvedimento, come il fatto che sia ‘una tantum’: “È inutile che il governo dica che il prelievo servirà per detassare la tredicesima o altro. Non dà un accidente, perché il provvedimento, che nessuno di noi ha letto, vale per un anno. Non si fanno sgravi fiscali con una copertura di un anno. Tutto questo è grave“.

Sisto, in palese difficoltà, risponde: “Tajani ha detto una cosa diversa, l’intervista va letta tutta. Ha detto che il Parlamento, proprio per l’effetto imprevedibile che l’annuncio della misura ha avuto sui mercati, deve fare una riflessione. Quello di Tajani è un pacato invito al Parlamento a tenere conto di quello che è accaduto e a provare a scrivere la norma in modo che non si possano verificare effetti patologici. Quell’effetto imprevisto sui mercati è stato sanato in qualche modo dal tetto massimo introdotto dal Mef“.
Giacalone salta dalla sedia: “Ma il tetto nel decreto c’era o no? Che significa che l’effetto sui mercati è stato sanato dal tetto? Questa è un’altra cosa grave”.
Sisto traccheggia e ripete le stesse sue parole precedenti, ma il giornalista lo interrompe: “Il tetto o stava nel testo oppure è illegittimo. State mettendo in grave imbarazzo il Quirinale. È una responsabilità grave. State attenti”.
Il viceministro replica: “Io penso che il Quirinale interverrà quando le norme saranno passate al vaglio del Parlamento”.
“No, ma quando mai? – ribatte Giacalone – L’emanazione del decreto è la firma del presidente della Repubblica. Ma che sta dicendo? Mettete in imbarazzo il Quirinale se gli dite che avete messo il tetto successivamente”.
Sisto glissa e si dilunga sul ruolo del Parlamento nella conversione di un decreto legge, guadagnandosi i mormorii di disapprovazione degli altri ospiti della trasmissione e la nuova frecciata di Giacalone: “Sisto, lei la sta buttando in caciara”.

Interviene la conduttrice Flavia Fratello che al viceministro chiede a bruciapelo: “Sì, ma che testo consegnate a Mattarella?”.
La risposta del politico di Forza Italia arriva dopo interminabili secondi di silenzio: “Il testo sarà quello scritto nel decreto legge“.
“In che senso ‘sarà’? – insorge Giacalone – Lei non può usare il futuro, perché il Consiglio dei ministro c’è già stato e quindi il testo è stato già scritto. Quindi, non sarà ma fu. Ei fu”.
Sisto reagisce piccato alle punzecchiate del giornalista e sbotta: “Giacalone, io ora non voglio essere né didascalico, né didattico. È evidente che le regole del gioco le conosciamo bene: quando il testo sarà pubblicato, ci sarà la possibilità di verificarlo”.

Il botta e risposta va avanti ancora per diversi minuti, con Sisto che, ricorrendo alla sua ars oratoria, indugia nel suo intervento, finché Giacalone non torna ancora sulla nota del Mef che è stata diffusa dopo l’annuncio del provvedimento e che specifica che la tassa extraprofitti avrà un tetto massimo dello 0,1% sugli attivi bancari: “È una cosa grave. Volete un consiglio disinteressato e gratis? Statevene zitti per una settimana e tirate fuori il testo“.
Il suggerimento del giornalista non viene particolarmente apprezzato da Sisto che ribatte: “Questo consiglio va esteso un po’ a tutti. I meccanismi costituzionali sono chiarissimi”.
“Certo – replica Giacalone – Non si interviene il giorno dopo sul decreto”.
“Fare oggi la lezioncina al governo sulla scorta dell’imprudenza – ribatte Sisto – mi sembra altrettanto imprudente”.
Il giornalista rilancia: “E invece è assolutamente appropriata per le gravi parole dei ministri. Quella intervista (a Tajani, ndr) è contro il diritto costituzionale. State sbagliando alla grande, Sisto, state commettendo un errore grave”.