Calcio

Buffon nominato capo delegazione della Nazionale, ha accettato la proposta della Figc: “Ho ancora voglia di sognare coi tifosi italiani”

Gianluigi Buffon, dopo aver dato l’addio al calcio giocato all’età di 45 anni, ha accettato la proposta della Figc: è il nuovo capo delegazione della Nazionale. L’ex portiere, campione del Mondo nel 2006 in Germania, ha detto di sì al presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina.

“Torno in Nazionale, perché quel bambino che trent’anni fa varcava per la prima volta il cancello di Coverciano ha ancora voglia di sognare e di vivere questo sogno insieme ai tifosi italiani”, ha commentato così Buffon il nuovo incarico di capo delegazione azzurro. “Fin dal primo contatto di questi ultimi giorni con il presidente Gravina e poi con Mauro Vladovich avevo già deciso di dire di sì, ma abbiamo dovuto verificare alcuni aspetti tecnici; la Nazionale viene prima di tutto e niente mi avrebbe impedito di tornare a casa – prosegue Buffon -. La maglia Azzurra è sempre stata parte della mia vita: l’ho indossata con orgoglio e onorata con impegno, mi ha regalato emozioni uniche, ho pianto quando abbiamo vinto il Mondiale e quando non siamo riusciti a qualificarci. Il rapporto con la Nazionale dall’Under 15 alla Maggiore è stato viscerale: ogni convocazione, ogni allenamento, ogni partita, tutto è stato speciale, perché in quei momenti senti di essere lì a rappresentare la tua Nazione, la tua gente, e quella immensa responsabilità mi ha sempre dato la forza per non mollare e per rialzarmi dopo ogni caduta”, ha concluso.

Parole di soddisfazione anche per Gravina: “È un grande giorno per la Nazionale italiana, perché Gigi torna a casa. Buffon è un’icona del nostro calcio e una persona speciale. La sua passione, il suo carisma e la sua professionalità saranno determinanti per scrivere una nuova pagina entusiasmante di questo straordinario racconto d’amore che è la maglia Azzurra”. “Sono personalmente molto soddisfatto – ha continuato il presidente della Federcalcio – perché riportarlo nel Club Italia, coinvolgerlo nel nostro progetto, era un mio obiettivo da diverso tempo. In lui vedo le qualità di un dirigente di alto profilo e in Figc può iniziare il secondo tempo della sua vita nel mondo del calcio”. Gravina ha poi concluso col l’augurio di vivere il nuovo incarico “con le stesse soddisfazioni che hanno costellato la sua carriera da calciatore”.