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Dvora Ancona, la “faccia” dei ritocchi estetici a Milano: “Mi hanno scritto che sono tutta rifatta, criticano i miei capelli”. E su Barbara D’Urso: “Io, ospite da lei: situazioni ad arte per litigare”

La 'regina' del ritocco si è raccontata al Corriere della Sera

Chi vive a Milano potrebbe aver notato dei cartelloni pubblicitari old style, di quelli attaccati ai pali della luce, quasi completamente monopolizzati dal volto di Dvora Ancora, regina della medicina estetica, molto nota nel capoluogo meneghino. Nata in Israele, Ancona è stata ospite nei salotti di Barbara D’Urso ma non sembra una nostalgica: “Ma si creavano ad arte situazioni in cui litigare, mi sono sentita messa alla gogna: già sono fumantina di mio, lì invitavano ospiti solo per farli scontrare. Addio. Ora finisce la trasmissione? Barbara se ne faccia una ragione: magari quel metodo non piace più. È sulla cresta da 20 anni, passiamo tutti, anche lei…”.

Il racconto di quando con i genitori è arrivata a Milano e la scelta di essere “esuberante” (le sue pubblicità sono molto dirette con la grande ‘guerra al doppio mento’ e il lifting senza bisturi) ma chiarisce: “Sul lavoro non si scherza. Il resto è la comunicazione: sono stata tra i primi a cercare di spiegare a tutti che la medicina estetica non è solo chirurgia. Adesso lo faccio con i social”.

E su Instagram non è immune agli haters: “Mi hanno scritto che sono tutta rifatta, criticano i miei capelli. Con quelli meno maleducati discuto anche, qualcuno si è ricreduto e siamo diventati amici”. Durante la pandemia si è dedicata ai consulti digitali che, spiega, l’hanno “salvata dagli scippi”: “Percorro spesso viale Vittorio Veneto a piedi, anche la sera. Nell’ultimo periodo la sicurezza a Milano è davvero peggiorata, lo dicono in tanti e io lo confermo. Mia nipote, colpevole di avere tra le mani il cellulare, è stata presa di mira. Una sera ho incrociato una faccia peggiore del solito, mi sentivo seguita, avevo paura e ho azionato la diretta: sono qui, eccomi. Quello ha capito che registravo e mi ha mollato. Qualcuno di là dallo schermo c’è sempre, è una protezione. Un’idea che do a tutti”.