Scienza

Contro la crisi climatica gli Usa pensano a come “bloccare” i raggi solari. Lo studio della Casa Bianca

La sola idea sembra fantascienza o quei B movie per cui alla catastrofi si può solo rimediare con missioni improbabili se non impossibili. Ma l’autorevole sito Politico segnala in un lungo articolo che gli Usa o meglio la Casa Bianca sta cercando di capire come bloccare o schermare i raggi del nostro Sole per arginare gli effetti del cambiamento climatico. Quella crisi, innescata da inquinamenti di ogni tipo e un abuso delle risorse della Terra, che sempre più spesso provoca situazioni estreme: dalla siccità alle alluvioni con incommensurabili perdite economiche e danni. L’idea, a dire poco controversa, di modificare la radiazione solare potrebbe aiutare nella lotta al riscaldamento climatico ma, avvertono gli scienziati, gli effetti collaterali di una tale mossa sono sconosciuti, e potrebbero includere un’alterazione della composizione chimica dell’atmosfera. “Un programma di ricerca sulle implicazioni scientifiche e sociali della modifica della radiazione solare potrebbe consentire decisioni più informate sui potenziali rischi e benefici della tecnica come componente di una politica contro il cambiamento climatico”. Insomma un’ipotesi di scuola al momento, ma che la dice lunga su quali siano le preoccupazioni per il cosiddetto “climate chang”. Anche perché esistono rischi associati a ogni forma di modifica della radiazione solare, si legge nello stesso dossier, che possono influire sulla salute umana, sulla biodiversità e sulla geopolitica.

Geoingneria? – Il Congresso, comunque, ha imposto una revisione dell’analisi, 44 pagine, e l’amministrazione Usa fa sapere che non c’è nessuna decisione politica relativa a un processo che a volte viene bollato come geoingegneria. “Un programma di ricerca sulle implicazioni scientifiche e sociali della modifica della radiazione solare (Srm) consentirebbe decisioni più informate sui potenziali rischi e benefici dell’SRM come componente della politica climatica, insieme agli elementi fondamentali della mitigazione e dell’adattamento delle emissioni di gas serra ” si legge nel rapporto consultato da Politicoa. “Sem offre la possibilità di raffreddare il pianeta in modo significativo su una scala temporale di pochi anni”.

Come segnala Politico l’idea ha naturalmente suscitato posizioni contrastanti: con da una parte coloro che pensano che lo scudo solare possa essere una extrema ratio contro il riscaldamento incontrollato se i paesi non riusciranno a far diminuire le loro emissioni di gas serra in un contesto come quello degli ultimi mesi che vedi paesi come la Germania modificare la legge sul clima per contenere il malcontento sul governo e in cui il continente europeo dagli ’80 in poi si è scaldato il doppio di altre aree. Per altri la misura potrebbe addirittura avere un effetto opposto. mentre altri avvertono che potrebbe tradursi in una dipendenza dalla sostanza atmosferica che, se fermata, potrebbe portare a bruschi aumenti di temperatura.

Come “bloccare” i raggi solari – Ma quali sono gli scudi alla radiazione presi in considerazione? C’è l’idea di moltiplicare la quantità di aerosol nella stratosfera per riflettere i raggi del sole lontano dalla Terra, come avviene naturalmente dopo una grande eruzione vulcanica. Non manca l’ipotesi di aumentare la copertura nuvolosa sugli oceani o la riduzione della quantità di cirri ad alta quota, che riflettono la radiazione. Il cambiamento climatico sta già avendo effetti profondi sul mondo fisico e naturale e sul benessere umano, e questi effetti aumenteranno solo con l’aumento delle concentrazioni di gas serra e il riscaldamento continuo”, afferma il rapporto. “Comprendere questi impatti è fondamentale per consentire decisioni informate su un possibile ruolo per Srm nell’affrontare le difficoltà umane associate al cambiamento climatico”. Comunque gli Usa non vogliono pensarci da soli: qualsiasi potenziale ricerca sulla modifica della radiazione solare dovrebbe essere intrapresa con “un’adeguata cooperazione internazionale”. E da Bruxelles si segnala la volontà di avviare discussioni internazionali su se e come l’umanità potrebbe limitare il riscaldamento della notra stella: “Guidata dal principio di precauzione, l’Ue sosterrà gli sforzi internazionali per valutare in modo completo i rischi e le incertezze degli interventi sul clima, compresa la modifica della radiazione solare, e promuoverà discussioni su un potenziale quadro internazionale per la sua governance, compresi gli aspetti relativi alla ricerca”.