Diritti

L’alienazione parentale è un cancro del sistema: così si premia il genitore più ricco

Il 13 maggio scorso, sulla pagina Folsom Prison Blues si è svolta una maratona online, contro la vittimizzazione istituzionale delle donne e dei bambini. Settanta gli interventi di avvocate, giornaliste, attiviste, deputate, senatrici e madri vittimizzate. Durante 14 ore, tanto è durata la maratona, è stato spiegato in che modo l’alienazione parentale e costrutti similari siano armi nelle mani dei violenti. Tra gli interventi anche quello dell’ex magistrato Otello Lupacchini, che ha criticato duramente l’ingresso dei consulenti tecnici d’ufficio nei tribunali e l’alienazione parentale, paragonando gli iter processuali, in tema di affido, alle inquisizioni che si facevano contro le streghe.

L’evento è stato organizzato dal giornalista Umberto Baccolo, consigliere dell’associazione Nessuni Tocchi Caino, ed Elisa Torresin, attivista per i diritti umani. La giornata è cominciata con la presentazione del libro Senza Madre – Storie di figli sottratti dallo Stato, l’ennesima denuncia di una stortura del sistema giustizia. Nonostante permangano le criticità e ci sia ancora chi dà credito alla teoria spazzatura dell’alienazione parentale, la denuncia contro questo costrutto si fa sempre più forte, ma ci vorranno anni per metterlo definitivamente al bando. E’ come un cancro del sistema che continua a fare metastasi e per sconfiggerlo si deve rafforzare il diritto, la capacità di riconoscere la violenza e contrastare i pregiudizi sulle donne.

In questi giorni è stato anche pubblicato il rapporto curato da Reem Alsalem, Relatrice speciale sulla violenza contro le donne e le ragazze, che ha affrontato il legame tra i casi di custodia e il maltrattamento familiare, con un’attenzione particolare all’abuso del termine “alienazione parentale” e di pseudo concetti simili. La Relatrice speciale, insieme agli altri membri della Piattaforma dei meccanismi di esperti indipendenti per l’eliminazione della discriminazione e della violenza contro le donne, ha espresso “preoccupazione per la tendenza a ignorare la violenza del partner contro le donne e nel determinare i casi di custodia dei figli nelle varie giurisdizioni”. Il problema è globale colpisce soprattutto le madri (due volte di più rispetto ai padri).

Un’analisi empirica dei casi di alienazione parentale in Canada condotta nel 2018 ha rilevato che, su 357 casi, il 41,5% riguardava affermazioni di abusi domestici o su minori, di cui il 76,8% includeva rivendicazioni di alienazione avanzate dal presunto autore del reato. Costata la vita a diversi bambini costretti a frequentare genitori violenti – in Italia sono cinque i bambini uccisi dai padri durante le visite nonostante le denunce per violenza – la teoria dell’alienazione parentale manipola e sovverte il sistema giudiziario che dovrebbe applicare leggi e trattati internazionali che tutelano le vittime di violenza. Un bluff ideato da un apologeta della pedofilia, Richard Gardner, che ha provocato un effetto valanga e ha travolto i tribunali di mezzo mondo.

La Convenzione dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, la Convenzione dei Diritti Umani, la Cedaw e la Convenzione di Istanbul sono frequentemente ignorate dai magistrati anche in Italia. Un problema evidenziato dalla Cedu – Corte Europea dei diritti umani – nelle sette condanne inflitte al nostro Paese. La condanna più recente risale al 10 novembre 2022: il tribunale di Roma impose visite tra un padre violento e i figli terrorizzati e sanzionò una madre protettiva con la sospensione della responsabilità genitoriale. Una via crucis durata tre anni.

La Relatrice speciale ha puntato il dito anche contro i prelievi coatti dei bambini quando rifiutano il padre, effettuati in palese violazione dell’articolo 8 della Convenzione dei Diritti Umani.

Storture del sistema che si perpetuano anche sulla scia di interessi economici.

“L’alienazione parentale – si legge nel rapporto – è indubbiamente un’attività lucrativa che consente agli esperti di fornire i loro servizi nei procedimenti familiari a pagamento. I programmi di formazione e le conferenze, che sono proliferati su scala globale negli ultimi due decenni, forniscono un altro flusso di reddito. Questo può spiegare in parte la spinta della letteratura accademica contro la critica dell’alienazione parentale, minando la credibilità della ricerca che dimostra i legami tra alienazione parentale e violenza domestica, compreso il fatto che un contesto di violenza domestica aumenta il rischio di invocare l’alienazione parentale”.

Un giro di denaro che premia il coniuge più forte economicamente quando si avviano le cause per l’affidamento dei figli e che si intreccia con una risposta reazionaria allo svelamento della violenza maschile nelle relazioni di intimità.

Il Rapporto si è concluso con alcune raccomandazioni per contrastare la vittimizzazione secondaria di chi ha vissuto violenza domestica e chiede di essere ascoltato. Tra le prime raccomandazioni c’è la proibizione dell’alienazione parentale e costrutti derivati nei casi di diritto di famiglia e il divieto di ricorrere ai cosiddetti esperti in alienazione parentale o a pseudo concetti correlati.

@nadiesdaa