Musica

“Gli 883 erano tamarri di provincia in un mondo di fenomeni”: Max Pezzali e il tour da 470mila biglietti con finale al Circo Massimo

Nessun atteggiamento da fighetto radical chic. È uno dei segreti del successo di Max Pezzali che ha vinto la sua sfida più grande (“e rinascita”) tornando live e vendendo 470mila biglietti del tour live 2022-2023 per culminare il 2 settembre con una grande festa, per la prima volta, al Circo Massimo di Roma

Max Pezzali è stato sicuramente uno dei protagonisti indiscussi della stagione live italiana 2022-2023 con oltre 30 date sold out nei palazzetti, il doppio appuntamento, tutto esaurito, allo stadio San Siro nel luglio scorso per un totale di 470mila biglietti venduti. Numeri da capogiro oggi per un artista. A concludere le celebrazioni dei 30 anni di carriera è stato annunciato, in Campidoglio a Roma, uno show unico: “Il Circo Max” che si terrà al Circo Massimo di Roma sabato 2 settembre. E c’è da scommettere in un ulteriore sold out coi 60mila i posti dell’area disponibili. La riduzione è stata di 10mila unità rispetto ai 70mila canonici perché sono state eliminate, da quest’anno, all’accesso per il pubblico le aree in pendenza che delimitano il Circo Massimo. Una vera e propria storia di rinascita per Pezzali forte dell’appoggio di Vivo Concerti e del nuovo management (dopo lo strappo clamoroso con gli storici Claudio Cecchetto e Pierpaolo Peroni) formato da Max Brigante e Jacopo Pesce.

Qual è stato il successo della tua annata da record live?
Credo che tutto sia dipeso dalle canzoni, dalla semplicità della nostalgia di una vita che era più analogica che digitale. Insomma evochiamo un tempo in cui tutto era più semplice. Quando siamo arrivati con gli 883 ci siamo inseriti in un’epoca di fenomeni, quando noi eravamo solo i tamarri di provincia. Oggi ci sono artisti che scrivono da dio, noi avevamo testi da terza media, ma sono genuini e semplici ed è per questo che sono rimasti nel tempo.

Perché le nuove canzoni, anche solo di cinque anni fa, non rimangono nella memoria collettiva?
Siamo arrivati ad un punto in cui siamo spinti dalla velocità dei social, abbiamo sempre il livello di dopamina alto. Il problema è la memoria e la quantità di informazioni che assorbiamo. Ormai ogni venerdì escono all’incirca 30 canzoni nuove, che può essere una figata per la discografia, meno per chi ascolta musica o la fa. Nello sfogo emotivo facciamo fatica a processare e c’è sempre meno tempo per l’ascolto.

Come sarà “Il Circo Max” e cosa rappresenta per te?
Anzitutto l’importanza di suonare in uno dei luoghi di Roma più famosi al mondo per la musica e poi mi piace l’idea di condividere il palco, in una specie di carrozzone dei ricordi, il percorso con alcuni amici che verranno: da Paola e Chiara e gli Articolo 31 coi quali abbiamo effettivamente percorso un tratto di strada assieme, fino alle nuove generazioni come Lazza, Sangiovanni, Colapesce Dimartino e il set speciale di Deejay Time con Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso.

Ci saranno altre sorprese?
Sì, ci saranno altri ospiti, ma li annunceremo più avanti.

Tornerà con te sul palco anche l’altra metà degli 883, Mauro Repetto?
Ci stiamo organizzando. Lui ha un altro progetto di cui non voglio dire nulla, al momento. Ma credo che, alla fine, ce la farà ad esserci.

Milano e Roma hanno rappresentato due tappe importanti nella tua vita. Pregi e difetti?
A Milano se non rispondi ad un Whatsapp entro 30 secondi partono i missili e ti senti pure in colpa. A Roma, invece, ci si rende conto che poi, ad un certo punto, ci sono cose che non si possono risolvere e quindi come si dice in questi casi: ‘esticazzi!’.

E dopo l’evento di settembre cosa ci sarà?
Dopo il Circo Massimo si può anche smettere di fare qualsiasi altra cosa (ride; ndr). Al momento non lo so ancora. Sto vivendo questa rinascita, perché di fatto è questo, mi mi sto godendo anche questa atmosfera live che mi ha fatto venir voglia di scrivere. Durante il Covid ho visto colleghi che hanno iniziato a scrivere e comporre musica, io invece mi ero allontanato dalla musica. Poi andare in giro per concerti mi ha permesso di ritrovare la voglia di sperimentare e giocare.

C’è un disco in arrivo?
Al momento no. Anche perché non è necessario avere un disco per fare musica live.

Potrebbe esserci in previsione un Festival di Sanremo 2024?
No perché devi essere strutturato per quella esperienza, avere le spalle solide con un progetto discografico forte. Non mi piace l’idea di buttarmi in una gara, così tanto per farla e senza una canzone che mi convinca.